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Almeno una persona è morta durante le proteste dell’opposizione in Kenya

A seguito delle elezioni di martedì 8 agosto, i dimostranti sono scesi in strada dopo che il candidato dell'opposizione ed ex primo ministro, Raila Odinga, ha definito ”falsi“ i risultati ufficiali

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Credit: Reuters/Goran Tomasevic

Centinaia di sostenitori dell’opposizione sono scesi in strada a Nairobi, la capitale del Kenya, per protestare contro i risultati delle elezioni che sono stati contestati dal principale candidato dell’opposizione, l’ex primo ministro Raila Odinga.

La commissione elettorale locale ha affermato che, con oltre il 95,3 per cento dei voti già scrutinati, il presidente Kenyatta ha ricevuto il 54,3 per cento dei voti contro il 44,8 per cento dei consensi raccolti dall’ex primo ministro.

Odinga non ha riconosciuto i risultati, definendoli “falsi”. Lo staff della campagna presidenziale dell’ex primo ministro afferma infatti che questi dati non sono corredati da documenti ufficiali e pertanto sono solo il risultato di un lavoro informatico e non della volontà degli elettori.

“Secondo le nostre proiezioni, siamo in vantaggio”, ha detto Odinga. Secondo l’ex primo ministro dunque il sistema che gestisce il conteggio dei voti è stato violato da un attacco informatico allo scopo di manipolare le elezioni.

Il candidato ha poi pubblicato su twitter i risultati non ufficiali dell’opposizione, secondo cui la coalizione di Odinga, la NASA, sarebbe in vantaggio su quella di Kenyatta, la Jubilee, con 8,1 milioni di voti contro i 7,2 che sarebbero stati raccolti dal presidente.

Già nelle prime ore del mattino, la polizia ha usato gas lacrimogeni per disperdere un gruppo di manifestanti pro-Odinga nella capitale. “Niente Raila, niente pace”, urlavano i dimostranti dell’opposizione.

I manifestanti hanno poi bloccato le strade della capitale lanciando pietre contro la polizia e bruciando pneumatici. Le dimostrazioni sono cominciate poco dopo la contestazione dei dati da parte di Odinga.

Un sostenitore di Odinga che protestava nella baraccopoli di Mathare a Nairobi è stato ucciso dalla polizia. Inoltre, in una località occidentale del paese, nella città di Kisumu, la polizia ha sparato contro i manifestanti per disperdere la folla che urlava slogan dell’opposizione. A riferirlo è stata l’agenzia di stampa Reuters che ha sentito alcuni testimoni.

Molti commentatori fuori e dentro il paese temono ora una recrudescenza delle violenze, come avvenne nelle elezioni del 2007, quando oltre mille persone morirono e almeno 600mila furono costrette a lasciare le proprie case.

 

Il ministro degli Interni del Kenya, Fred Matiangi, ha intanto minacciato di intervenire contro gli utenti dei social media che diffondano informazioni che potrebbero mettere in pericolo la sicurezza nazionale.

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