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La Mauritania al voto nel referendum costituzionale per rafforzare i poteri del presidente

Mohamed Ould Abdel Aziz è salito al potere con un colpo di stato nel 2008 e ha vinto le elezioni per un secondo mandato nel 2014

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Credit: Reuters

In Mauritania si sta tenendo un referendum per cambiare la costituzione in vigore e rafforzare i poteri del suo presidente.

L’opposizione denuncia la mossa come un tentativo da parte del presidente Mohamed Ould Abdel Aziz di violare le libertà democratiche del suo popolo.

La riforma al vaglio del referendum prevede l’abolizione della camera alta del paese e la fusione di diverse istituzioni governative, in uno sforzo di centralizzazione del potere nelle mani dell’esecutivo.

Prima del voto si sono registrati alcuni incidenti isolati, anche se il clima nella capitale Nouakchott è rimasto disteso.

L’opposizione ha boicottato il voto, preoccupata per il fatto che questo referendum possa concedere ad Abdel Aziz troppi poteri e spianare la strada all’eliminazione del limite di mandato per il presidente.

Nel 2016, Abdel Aziz aveva però dichiarato di non avere intenzione di estendere la durata del proprio mandato presidenziale.

Il presidente ha incensato la riforma definendola un passo avanti nel miglioramento dell’amministrazione del paese e ha affermato che concedere maggiori poteri al presidente gli permetterà di portare avanti i cambiamenti necessari alla Mauritania.

“Il senato è una istituzione e troppo costosa”, ha detto Abdel Aziz, parlando a un comizio nella giornata di giovedì 3 agosto.

Alcuni manifestanti sono stati attaccati dalla polizia nei giorni scorsi mentre protestavano contro la riforma, mentre alcuni senatori hanno occupato simbolicamente l’aula.

Abdel Aziz è un alleato dell’Occidente nella lotta contro il proliferare dei terroristi islamisti nel Sahara. 

Il presidente mauritano è salito al potere con un colpo di stato nel 2008 e ha vinto le elezioni per un secondo mandato nel 2014.

L’attuale costituzione non gli permette di presentarsi per un terzo mandato nel 2020, ma secondo l’opposizione questa riforma rappresenta il primo passo in quella direzione.

“Il referendum costituzionale rappresenta una mossa autoritaria e minaccia di causare disordini nel paese nei prossimi due anni”, ha detto all’agenzia di stampa Reuters Sean Smith, analista della società di consulenza britannica Verisk Maplecroft.

“Le riforme istituzionali proposte daranno ad Abdel Aziz ancora più potere in un sistema che è già iper-presidenziale”.

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