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Cosa sta succedendo tra Italia e Francia sul caso Fincantieri

Il governo non ha apprezzato la nazionalizzazione dei cantieri navali di Saint-Nazaire, la cui maggioranza era stata aggiudicata all'asta dall'azienda pubblica italiana

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I cantieri navali di Saint-Nazaire, nel nord-ovest della Francia. Credit: Reuters

Il governo francese ha deciso, a sorpresa, di nazionalizzare i cantieri navali di Saint-Nazaire, la cui maggioranza era stata aggiudicata all’asta da dall’italiana Fincantieri. La notizia della nazionalizzazione è stata confermata dal ministro dell’economia francese Bruno Le Maire.

La decisione è arrivata a poche ore dalla scadenza per il paese di esercitare il diritto di prelazione sull’azienda. Questo diritto sarebbe scaduto sabato 29 luglio.

La Francia fino a oggi ha detenuto un terzo dei cantieri, mentre i due terzi appartenevamo all gruppo coreano Stx, poi fallita. Fincantieri, secondo gli accordi, sarebbe dovuta subentrare a Stx.

Qualche ora prima, il portavoce del governo, Christophe Castaner, aveva assicurato che l’obiettivo “non era di nazionalizzare” il cantiere.

Secondo quanto ha dichiarato il ministro, “l’intenzione di Parigi è garantire le competenze straordinarie dei cantieri navali di Saint-Nazaire e i loro lavoratori restino in Francia: il nostro obiettivo è difendere gli interessi strategici”. Si tratterebbe di una nazionalizzazione “temporanea”.

Le Maire ha fatto sapere che nei prossimi giorni farà visita ai ministri Padoan e Calenda per riaprire il dossier.

Le reazioni dell’Italia

La decisione di Parigi non è piaciuta all’Italia, in particolare ai ministri dello Sviluppo economico e dell’Economia, Carlo Calenda e Pier Carlo Padoan, che hanno ritenuto inaccettabile il cambio di rotta della Francia.

“Riteniamo grave e incomprensibile la decisione del governo francese di non dare seguito ad accordi già conclusi. Accordi che garantivano la tutela dei livelli occupazionali in Francia e del know-how francese attraverso una governance equilibrata e in una prospettiva autenticamente europea”, hanno scritto in una nota congiunta.

“Riteniamo che a fronte degli impegni già assunti da Fincantieri a tutela degli interessi francesi non sussista alcun motivo perché la società italiana, leader del settore, non possa detenere la maggioranza di STX, società fino ad oggi sotto controllo di un gruppo coreano per i due terzi del capitale sociale. Riceveremo il ministro Le Maire martedì prossimo a Roma e ascolteremo la proposta del governo francese partendo da questo punto saldo. Nazionalismo e protezionismo non sono basi accettabili su cui regolare i rapporti tra due grandi paesi europei. Per realizzare progetti condivisi servono fiducia e rispetto reciproco”, prosegue la nota.

Fincantieri, la partecipata statale italiana, aveva rilevato all’asta i due terzi – la maggioranza – del capitale dei cantieri di Saint-Nazaire. Si era trattato dell’unica offerta al gruppo coreano Stx, che controllava Saint-Nazare e che ha dovuto vendere pezzi dell’azienda in seguito al suo fallimento.

Fino a questo momento la società coreana deteneva il 66 per cento del capitale dei cantieri. L’accordo con Fincantieri era stato negoziato sotto la presidenza Hollande, ma dopo l’elezione di Macron era stato messo in discussione.

Prima della decisione di nazionalizzare i cantieri, la Francia aveva lanciato una sorta di ultimatum per chiedere all’Italia di accettare di dividersi il capitale con la Francia 50 per cento ciascuno, oppure lo stato avrebbe esercitato il proprio diritto di prelazione in scadenza sabato. Ed è questo ciò che è effettivamente avvenuto.

Intanto il titolo Fincantieri il 27 luglio ha perso il 2,6 per cento.