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Le reazioni delle soldate transessuali al nuovo divieto di Donald Trump

Il presidente degli Stati Uniti ha deciso che le persone trans non potranno più fare parte dell'esercito. Ecco la risposta di alcune militari

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Kristin Beck, ex soldata statunitense ritiratasi nel 2013. Credit: Jim Urquhart

Kristin Beck è stata per 20 anni nella Marina statunitense: ha servito come soldata in Afghanistan e in Iraq e ha persino ottenuto premi al valore per il suo coraggio. Nel 2013 è diventata transessuale.

Dopo i tweet del presidente Donald Trump, con cui ha annunciato che non permetterà ai transessuali di servire nelle forze armate statunitensi, Kristin Beck è intervenuta nel dibattito.

“Dopo aver consultato i miei generali e gli esperti militari, vi informo che il governo degli Stati Uniti non accetterà né permetterà agli individui transessuali di servire in nessuna delle forze armate statunitensi”, aveva scritto Trump. “Il nostro settore militare deve concentrarsi su vittorie decisive e schiaccianti e non può essere gravato dagli enormi costi medici e dal disordine che comporterebbe avere dei transessuali nelle forze armate”.

“Tutto ciò non ha alcun senso. È sconvolgente per molte persone e penso sia una sorpresa per tutti”, ha detto l’ex soldata.

I tweet del presidente suggeriscono che la spesa per l’assistenza sanitaria è stata una delle considerazioni che lo hanno spinto a prendere la sua decisione. Tale importo è in realtà solo una piccola percentuale della spesa globale per la sanità militare, 2,4 a 8,4 milioni di dollari su un totale di 49,3 miliardi di dollari.

Secondo Beck, intervistata da Buzzfeed, la questione dei costi sanitari non può in alcun modo essere una giustificazione legittima per escludere le persone trans dall’esercito. La veterana sostiene che la mossa sia “un errore”, ma spera che possa galvanizzare le comunità militari e i transgender contro Trump alle prossime elezioni.

“Abbiamo una comunità enorme e Trump ci ha appena dato una bandiera per unirci”, ha detto Beck. “Non sono bella, non sono una star del cinema, sono una veterana della marina, ho combattuto per l’America. Come presidente, dovrebbe combattere e difendere ogni americano. Sono un’americana. Perché non combattere per me?”.

“Sono tre tweet dell’attuale presidente, questo è tutto ciò che sono”, ha detto invece il tenente Gabriella Madsen, una donna trans che ha servito per 11 anni nell’esercito Usa. “Tre tweet che non sono accompagnati da una vera politica. Fa sempre cose del genere. Nella comunità trans, molti di quelli che sono ancora in servizio stanno invitando gli altri alla calma. Sono solo tre tweet”, ha continuato Madsen, aggiungendo che spesso Trump non è in grado di dare seguito alle promesse che fa e augurandosi che anche questa volta faccia lo stesso.

Una considerazione simile è quella della pilota dell’Air Force, Shari Zabel, che si è detta sconcertata dalla volontà di Trump di far fare marcia indietro su un tema del genere.

“Il leader del mondo libero usa le stesse parole utilizzate per giustificare razzismo e schiavitù. È una discriminazione sfacciata”, ha detto Shari. “Questa sarebbe la prima volta nella nostra storia che si verifica il ribaltamento di una politica di non discriminazione nei confronti dei militari”.

Anche Patricia King, soldata trans della fanteria statunitense, ha detto la sua sull’annuncio via Twitter di Trump: “Continuerò a lavorare e servire il mio paese finché non mi verrà detto che non potrò più”.

Il divieto di entrare nell’esercito per i transessuali era stato abolito solo nel 2016, sotto la presidenza Obama.