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Le nuove dichiarazioni dell’ospedale di Londra su Charlie Gard
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Credit: Reuters

Le nuove dichiarazioni dell’ospedale di Londra su Charlie Gard

La struttura di Great Ormond Street ha manifestato il proprio supporto ai genitori del bambino britannico, che hanno scelto di non proseguire l'azione legale per curare il figlio

25 Lug. 2017
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Credit: Reuters

Un portavoce dell’Ospedale londinese di Great Ormond Street, in una dichiarazione rilasciata dalla struttura sanitaria britannica, ha affermato la vicinanza della struttura e di tutti gli operatori che vi lavorano alla famiglia di Charlie Gard, il bambino affetto da una malattia incurabile e al centro di un caso giudiziario internazionale.

“Abbiamo sempre riconosciuto lo straordinario coraggio e la forza di Connie Yates e di Chris Gard e la devozione verso loro figlio”, ha dichiarato la portavoce. “Oggi i nostri cuori sono con loro mentre affrontano la decisione più difficile che ogni genitore possa mai prendere”.

Lunedì 24 luglio, i genitori del bambino avevano comunicato la propria volontà di rinunciare all’azione legale per trasferire Charlie negli Stati Uniti e sottoporlo a una cura sperimentale.

L’avvocato che rappresenta la famiglia aveva dichiarato all’Alta Corte che ormai per il bambino era troppo tardi e che nemmeno la cura sperimentale avrebbe avuto più possibilità di successo.

I giudici britannici avevano sempre respinto le richieste di trasferire il neonato negli Stati Uniti. La malattia di cui soffre il bambino è estremamente rara e ha colpito finora solamente 16 bambini in tutto il mondo, causando un progressivo indebolimento muscolare.

Di fronte a questa rara patologia, i medici del nosocomio britannico, dove Charlie Gard è stato curato, avevano chiesto al comitato etico della struttura l’autorizzazione per la sperimentazione di una terapia.

A marzo scorso però, a causa dell’aggravarsi della malattia, il bambino è stato colpito da un’encefalopatia, un’alterazione anatomo-fisiologica dell’encefalo, che si verifica quando il cervello di un individuo risulta modificato nella sua struttura e/o nelle sue funzioni. Questo non avrebbe più permesso a Charlie di parlare e di mangiare in autonomia e pertanto i medici avevano consigliato alla famiglia l’interruzione delle cure.

Connie Yates e Chris Gard non avevano voluto rassegnarsi ed erano riusciti a trovare una clinica negli Stati Uniti disposta a sottoporre il figlio a un potenziale trattamento sperimentale, raccogliendo più di un milione e 200mila sterline da oltre 80mila donatori volontari per finanziare il viaggio e le cure.

L’ospedale si era tuttavia opposto al trasferimento, dando inizio al caso giudiziario che ha coinvolto prima le massime autorità giudiziarie britanniche e poi era finito al vaglio della Corte europea dei diritti dell’uomo, che aveva rigettato il ricorso della famiglia.

Il caso aveva avuto nuovi sviluppi con la richiesta dell’ospedale britannico all’Alta corte di Londra di esaminare le prove a sostegno del trattamento sperimentale a cui i genitori volevano sottoporre il figlio. La sentenza avrebbe dovuto essere emessa proprio lunedì 24 luglio, giorno in cui però la famiglia ha annunciato la fine della propria azione legale.

Il portavoce dell’ospedale si è detto dispiaciuto per l’epilogo della vicenda e ha affermato che la struttura ospedaliera è disposta a soddisfare il desiderio di Connie Yates e di Chris Gard di trascorrere tutto il tempo possibile con il figlio. Lo staff della struttura sanitaria si è poi offerto di formulare il miglior piano possibile per le ultime cure da somministrare al bambino.

“Speriamo di poter sostenere i genitori con la stessa qualità delle cure offerte a Charlie e vogliamo concentrare i nostri sforzi sulla cura dell’intera famiglia”, si può leggere nella dichiarazione rilasciata dall’ospedale di Londra.

“Il nostro staff condivide la tristezza dei genitori di Charlie, di cui si sono occupati con dedizione nei mesi che il piccolo ha trascorso presso l’ospedale di Great Ormond Street”, continua il testo. Lo staff ha anche sottolineato i ringraziamenti della famiglia ai medici e al personale per le cure ricevute dal figlio, dicendosene “rincuorato”.

“Questo è stato un caso incredibilmente complesso, che ha coinvolto il cuore dell’etica medica e il tema di quando e se è accettabile sottoporre bambini affetti da malattie rare a trattamenti sperimentali”, si legge ancora nella dichiarazione. “Vorremmo poi ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alle cure del piccolo”.

“Tutti i nostri pensieri vanno a Charlie, a sua madre e a suo padre, auguriamo loro di raggiungere la pace nel proprio cuore, per questo e tutti i giorni a venire”, conclude la dichiarazione.

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