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Le prime immagini sottomarine del combustibile nucleare di Fukushima

Immagine di copertina
Credit: AFP

Un robot sottomarino ha fotografato i depositi di combustibile nucleare fuso nell’impianto di Fukushima, la centrale giapponese esplosa nel 2011, a seguito del terremoto e tsunami del Tōhoku del marzo di quell’anno.

Si tratta delle prime immagini mai scattate da allora. È stato possibile osservare grandi quantitativi di rocce di lava e stratificazioni in corrispondenza del reattore tre. L’esplosione della centrale è stato l’incidente nucleare più grave dopo quello di Chernobyl, avvenuto il 26 aprile del 1986.

Dopo lo scoppio, più di 200mila persone sono state costrette a lasciare le loro case a causa delle preoccupazioni di contaminazione nucleare.

Parti dei reattori danneggiati sono ancora altamente contaminati. La Tokyo Electric Power Company (Tepco), che gestiva l’impianto, ha dichiarato che le immagini sono state il primo avvistamento del combustibile fuso sin dal disastro 2011.

“C’è un’alta possibilità che gli oggetti solidificati siano miscele di metallo fuso e carburante”, ha detto un portavoce. Alcuni degli oggetti appaiono come ghiaccioli appesi attorno a un’asta di controllo, attaccata alla base del contenitore a pressione del reattore che contiene il nucleo, ha spiegato la società.

La società ha detto che sarà necessario ulteriore tempo per analizzare i detriti del disastro. Individuare i detriti di combustibile in ciascuno dei reattori danneggiati è una parte importante del processo di smantellamento, che dovrebbe richiedere decenni.

Il robot controllato a distanza che ha effettuato le riprese è soprannominato “Little Sunfish”.

Lo tsunami che provocò il disastro nucleare lasciò oltre 18mila vittima. Ma nessuno morì direttamente nel disastro di Fukushima. Tuttavia, tre ex dirigenti di Tepco sono attualmente in fase di processo con l’accusa di negligenza.