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Quattro indizi per capire se la tua relazione sentimentale sta finendo

Uno psicologo statunitense, dopo aver studiato 79 coppie per 14 anni, ha individuato i quattro atteggiamenti che teniamo quando il nostro rapporto sta per giungere al termine

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Vi siete mai trovati al centro di un’accesa discussione con il vostro partner quando all’improvviso il vostro interlocutore ha estratto il telefono e ha cominciato a scrivere messaggi ignorandovi?

Ecco, questo atteggiamento viene identificato come stonewalling, ossia ostruzionismo, e rientra tra i quattro comportamenti che lo psicologo e psicoterapeuta John Gottman ha individuato come segnali della fine di una relazione.

Gottman insegna psicologia all’Università di Washington, negli Stati Uniti, insieme allo psicologo Robert Levenson, professore all’Università di Berkeley, in California, ha trascorso 14 anni studiando 79 coppie di sposi statunitensi per scoprire quali fossero le motivazioni che avevano portato alcune di queste al divorzio.

Al termine dello studio, lo psicologo ha individuato che le coppie giunte al divorzio tendevano a mostrare almeno uno dei quattro comportamenti che lo studioso ha definito “i quattro cavalieri dell’apocalisse”: disprezzo, atteggiamento critico, vittimismo e ostruzionismo.

Secondo Gottman è possibile individuare questi comportamenti e prevenirli prima che conducano alla fine di una relazione.

Disprezzo

Anche solo questo atteggiamento può essere devastante per una relazione. Gottman lo descrive come un mix micidiale di rabbia e disgusto molto più dannoso della semplice frustrazione.

Quando si prova disprezzo, si tende a vedere il partner al di sotto del proprio livello, considerando le sue opinioni meno vali delle proprie. Ci si sente più intelligenti, migliori e più importanti.

Il motivo per cui questo sentimento è così potente è perché ci si chiude nelle proprie esigenze ignorando le emozioni del compagno.

Per combattere questo atteggiamento, i partner devono essere aperti a vedere le cose dal punto di vista dell’altro.

Atteggiamento critico

Essere critici, conducendo il rapporto al capolinea, si traduce nello strumentalizzare un determinato comportamento del partner ed elevarlo a emblema di un tratto caratteriale totalmente sbagliato.

In termini pratici significa additare un singolo atto commesso dal partner come scusa per poterne definire il carattere e la personalità.

Lo psicologo in questo caso consiglia di riflettere prima di demonizzare il carattere del nostro compagno, domandandoci se il grande fastidio che proviamo verso un solo comportamento non sia la spia di problemi più grandi.

Vittimismo

Gottman ha scoperto che le coppie che divorziano nei primi anni di matrimonio – momento in cui i tassi di separazione sono più alti – tendono ad avere atteggiamenti fortemente emotivi.

In questo scenario, un ruolo fondamentale lo gioca il vittimismo.

Per queste coppie, entrare in un clima negativo è come cadere nella sabbie mobili: è facile entrarvi ma è impossibile uscirne”, ha spiegato Gottman.

Per evitare uno scenario simile, lo studioso consiglia che ogni partner si assuma le proprie responsabilità all’interno di una situazione difficile. Può essere complicato, ma allo stesso tempo fa sì che le cose non precipitino.

Ostruzionismo

Come ci comportiamo quando sentiamo che una conversazione sta diventando una brutta discussione? Se ci capita di allontanarci o semplicemente di ignorare il nostro compagno, stiamo commettendo un errore che potrebbe portare alla fine della relazione.

“Bloccare un litigio può essere altrettanto tossico per una relazione quanto il disprezzo perché impedisce ai partner di affrontare una problema silente”, dice Gottman.

Lo psicologo consiglia di fermarsi prima di prendere qualunque decisione all’interno di un litigio, e riflettere sulla possibilità che il nostro interlocutore abbia qualcosa di significativo da dirci.

Riconoscere che si sta facendo qualcosa di negativo è il primo passo per contrastare la cosa. Riuscire a evitare un comportamento negativo o sostituirlo con uno positivo può fortificare il nostro rapporto.

Tra le coppie studiate, quelle che sono rimaste innamorate hanno coltivato ciò che lo studioso chiama “il magico trio”: la calma, la fiducia e l’impegno.