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Perché la Cina ha messo al bando Winnie the Pooh

Il famoso orsetto della Disney non è apprezzato dai vertici del governo cinese, che lo hanno bloccato su molti siti per la sua somiglianza con il presidente Xi Jinping

Immagine di copertina

Uno dei personaggi Disney più amati di sempre è scomparso dai social media in Cina. Winnie the Pooh – l’orsetto nato nel 1921 nella serie per ragazzi scritta da A. A. Milne e illustrata da E. H. Shepard – è stato messo al bando su numerosi siti, perché viene spesso accostato al presidente cinese Xi Jinping.

Sulle applicazioni di messaggistica Sina Weibo e WeChat, ogni messaggio che riguarda il cartone animato ha la scritta “contenuto illegale”. Inoltre i risultati di ricerca collegati a Winnie the Pooh sono stati bloccati su molti siti.

Già nel giugno 2013, i titoli dei giornali si erano concentrati su questa somiglianza quando Xi Jinping aveva incontrato in California il presidente statunitense Barack Obama.

Anche nel novembre 2014, un’immagine dell’orsetto era stata usata per confrontare il presidente cinese in posa con il primo ministro giapponese Shinzo Abe, paragonato in questo caso all’asino Ih-Oh.

In una parata militare dell’ottobre 2015, che celebrava il 70esimo anniversario della fine della seconda guerra mondiale, su Twitter era stato fatto un altro confronto: