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Cosa cambia nello scenario politico con le dimissioni del ministro Enrico Costa

L'esponente politico ha lasciato il partito di Angelino Alfano per passare con Forza Italia, inaugurando una nuova fase politica in vista delle elezioni del 2018

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Il 19 luglio 2017 il ministro per gli Affari Regionali del governo Gentiloni, Enrico Costa, ha rassegnato le proprie dimissioni.

Nonostante Costa, fino al 7 luglio esponente del partito di Angelino Alfano Alternativa Popolare, non fosse esattamente il ministro che godeva di maggiore visibilità, la sua scelta di lasciare l’esecutivo può cambiare le carte in tavola nello scenario politico.

Costa era stato nominato ministro dall’allora premier Matteo Renzi nel gennaio 2016, in sostituzione di Maria Carmela Lanzetta, che aveva lasciato l’incarico un anno prima. Costa era successivamente stato riconfermato ministro nel dicembre 2016 nel nuovo governo guidato da Paolo Gentiloni.

In entrambi i casi, aveva preso parte all’esecutivo come esponente del partito di Angelino Alfano, che prima si chiamava Nuovo Centrodestra e successivamente, nel marzo 2017, era stato rifondato con il nome di Alternativa Popolare.

Questo partito, nato nel 2013 in seguito alla fine dell’esperienza del Popolo della Libertà, si distingue da Forza Italia principalmente su un punto: il sostegno (al tempo) al governo guidato da Enrico Letta e successivamente agli esecutivi guidati da Matteo Renzi e Paolo Gentiloni.

Se nel 2013, quando l’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si fece promotore di un governo di larghe intese guidato da Enrico Letta in cui Partito Democratico e Popolo della Libertà avevano lo stesso numero di ministri, nei due successivi governi il ruolo del Nuovo Centrodestra era decisamente minoritario e rappresentava più un accordo del Partito democratico con un segmento di centrodestra che una vera larga intesa.

Tuttavia, le diverse elezioni che si sono succedute, hanno visto risultati non particolarmente entusiasmanti per il partito di Alfano, a sua volta emarginato dalla ri-nascente coalizione di centrodestra tra Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia, che ha sempre visto in NCD prima e AP poi una stampella dei governi Renzi-Gentiloni più che un possibile alleato.

Alla luce di questo marginalizzato ruolo del partito di Alfano, è arrivato negli anni il riposizionamento di diversi esponenti, ultimo dei quali quello di Enrico Costa, arrivato a lasciare la poltrona di ministro per aderire a Forza Italia e rientrare a tutti gli effetti nella coalizione di centrodestra.

Ancora non è noto quando gli italiani eleggeranno un nuovo parlamento, dal momento che il rischio di elezioni anticipate in uno scenario poco stabile è sempre concreto, ma in ogni caso a inizio 2018 la legislatura arriverà alla fine naturale del mandato.

La vera incognita rimane il sistema elettorale, ma il centrodestra, in ogni caso, sta delineando – come ha fatto alle amministrative del 2017 – una coalizione chiara fondata sulla triplice alleanza Forza Italia-Lega Nord-Fratelli d’Italia. Ci sono buone possibilità che essa a sua volta si allarghi ulteriormente a movimenti più piccoli, ma il suo asse portante rimane comunque quello di questi tre partiti, il cui obiettivo, qualora dovesse aggiungersi loro anche Alfano, sarebbe sicuramente quello di dargli un ruolo secondario.

È alla luce di uno scenario di questo tipo che Enrico Costa ha probabilmente visto nel partito di Alfano un soggetto con scarsa agibilità politica nell’ottica di una coalizione di centrodestra e ha preferito dunque Forza Italia – partito non particolarmente diverso sotto molti punti programmatici da AP ma chiaramente inserito in una coalizione di centrodestra – in vista della ricostruzione di questa parte politica per le prossime elezioni.

Questo cambio di casacca, anche se apparentemente di secondo piano – come abbiamo detto Costa non è stato il più visibile tra i politici italiani in questa fase – è però un segnale, una piccola spinta che trascina tutte le forze politiche, in particolare nell’area tra i centristi e il centrodestra, verso le prossime elezioni che saranno al più tardi tra otto mesi.

In questo senso, sarà interessante vedere se ci saranno altre persone che seguiranno Costa da AP verso Forza Italia e se altri esponenti inizieranno a schierarsi in vista del voto, ponendo fine a ciò che resta di una legislatura nata all’insegna delle grandi intese e che si appresta a concludersi in un sistema politico diverso ma il cui perimetro non è ancora stato del tutto delineato.