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Sempre più bambini britannici praticano sexting
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Sempre più bambini britannici praticano sexting

Quasi 400 bambini sotto i 12 anni sono stati interrogati dalla polizia negli ultimi tre anni in Inghilterra e Galles per far luce sulla pratica di inviare di frasi e immagini sessualmente esplicite tramite messaggio

11 Lug. 2017

Nel Regno Unito migliaia di bambini, tra cui uno di cinque anni, sono al centro di un’indagine per sexting, l’invio di frasi e immagini sessualmente esplicite tramite messaggio, secondo quanto rivela la Bbc.

Quasi 400 bambini sotto i 12 anni sono stati interrogati dalla polizia negli ultimi tre anni in Inghilterra e Galles, mentre i casi totali dal 2013 a oggi superano i 4mila.

Nel Regno Unito è illegale possedere, ricevere o distribuire immagini intime di persone al di sotto dei 18 anni, anche di se stessi.

Steve Thubron, a capo della ong Defence for Children International,  ha affermato che i problemi di sexting devono essere trattati caso per caso, con particolare attenzione alla salvaguardia dei bambini.

“Ci occupiamo dei vari casi in modo proporzionale e ovviamente non criminalizziamo i bambini”, ha detto, aggiungendo che l’ong lavora con altre agenzie per fornire consigli e orientamenti sia agli insegnanti che ai giovani per affrontare il fenomeno del sexting.

“Chiediamo a tutti i bambini che sono preoccupati di parlare con un adulto di cui si fidano o chiamare il numero 101”.

L’età in cui è più comune che i bambini vengano coinvolti in questa pratica è 13 o 14 anni. La polizia di Greater Manchester ha registrato il maggior numero di casi di sexting tra i bambini con 695 casi esaminati, tra cui quattro bambini di sette anni e quattro di otto anni.

Le forze dell’ordine sono preoccupate che l’età di coloro che vengono attirati nella pratica si stia abbassando, mentre negli ultimi due anni è cresciuto il numero dei ragazzi coinvolti.

Una volta che l’immagine è stata inviata, non è più possibile controllarla, e le conseguenze di ciò possono essere devastanti per i ragazzi coinvolti.

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