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Le app che aiutano le donne a difendersi dalle violenze

Negli ultimi anni sono nate diverse applicazioni per smartphone che permettono a chi si trova in difficoltà di inviare rapidamente richieste di aiuto, trovare un consulto legale o un supporto professionale

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In Italia, nei primi dieci mesi del 2016, sono state uccise 116 donne. Nel 2015 si sono registrati 128 casi. La regione dove se ne sono registrati di più è la Lombardia, con 20 casi, seguita dal Veneto, con 13, e dalla Campania, con 12.

Il nord Italia è la parte del paese dove sono state uccise più donne, e le armi da taglio sono quelle più usate dagli aggressori.

Per quanto riguarda gli stupri e le violenze sessuali sulle donne, sempre in Italia, nel quinquennio 2014-2010 si sono registrati 23mila casi: soltanto per 17 mila reati sono stati scoperti gli autori. Un caso su quattro riguarda minori, con una media di 15 violenze al giorno.

I dati fanno luce su un fenomeno, quello della violenza sulle donne, che deve essere combattuto attraverso leggi e strumenti sempre più aggiornati.

Anche la tecnologia si è aggiornata per venire incontro alle esigenze di protezione delle donne. Negli ultimi anni sono nate diverse applicazioni scaricabili sul proprio smartphone che permettono alle donne che si trovano in difficoltà di inviare rapidamente richieste di aiuto, trovare un consulto legale o un supporto.

Eccone alcune:

S.H.A.W.

La app “ S.H.A.W.” rende immediatamente visibile una lista dei principali centri antiviolenza presenti sul territorio, fornendo un efficace aiuto alle donne che decidono di rivolgersi a professionisti. Grazie alla app è inoltre possibile accedere in modo immediato alla chiamata a due numeri di fondamentale importanza: il 112 e il 1522. Il 112 può essere utile per situazioni di immediato pericolo, per accedere a un operatore in tempo reale che possa poi smistare la richiesta di aiuto ai referenti più adatti. Si tratta di un numero di emergenza attivo in tutti gli stati membri dell’Unione Europea
Il servizio telefonico 1522 rappresenta invece lo snodo operativo delle attività di contrasto alla violenza di genere e stalking.

SecurWoman

Questa funzione offre una sorta di guardia del corpo virtuale. Quando si è in pericolo basta scuotere lo smartphone per qualche istante e verrà mandata una richiesta d’aiuto alla centrale operativa. In caso di mancata risposta da parte dell’utente, verranno chiamate direttamente le forze dell’ordine a cui verranno fornite anche le coordinate geografiche.

 

Stalking buster

L’applicazione permette di essere velocemente geolocalizzate inviando un SMS con la posizione rilevata ed accedere a numeri di emergenza anche dedicati, per quelle donne che sono riconosciute come vittime di stalking o a rischio violenza in genere.

No estoy sola

La app è stata disegnata dalla sindaca di Ciudad Juarez, nello stato messicano del Chihuahua, dopo i recenti casi di sparizioni di giovani nel centro della località che si trova alla frontiera con la città americana di El Paso.

L’applicazione funziona in ogni parte del mondo e non ha bisogno di internet, dal momento che che manda un sms ai contatti scelti dall’utente. È quindi utilizzabile ovunque ci sia copertura.