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Ecco perché ho deciso di lottare per i diritti di mio figlio trans
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Credit: Youtube

Ecco perché ho deciso di lottare per i diritti di mio figlio trans

In un video, Ken Ballard racconta la storia di suo figlio trans di 14 anni, che due anni fa ha cercato di suicidarsi in Texas

10 Lug. 2017
Credit: Youtube

“Ho scoperto di avere un figlio solo negli ultimi due anni. Per i 12 anni precedenti ho continuato a chiamarlo ‘figlia’”.

Alcuni mesi fa, durante una riunione dell’assemblea legislativa del Texas, Ken Ballard si è alzato in piedi per raccontare la storia di suo figlio Ashur. L’uomo indossava un cappellino da baseball ed era visibilmente imbarazzato mentre parlava.

Il video, pubblicato all’inizio di luglio dalla pagina Facebook dell’associazione Equality Texas, è stato condiviso centinaia di volte e migliaia di persone hanno lodato l’uomo per essersi schierato al fianco del figlio transgender.

Ballard ha scoperto che il figlio era transgender mentre stava risistemando la camera in cui il ragazzino era ricoverato all’ospedale pediatrico di Dallas. È stato allora che Ballard ha trovato il biglietto di addio di Ashur, scritto prima che lui tentasse il suicidio. Ashur scriveva che se non poteva vivere come la persona che era dentro, non avrebbe voluto vivere affatto.

Ashur era stato ricoverato dopo essersi inferto alcuni gravi tagli. Quando i genitori gli hanno chiesto del biglietto ha ammesso di aver tentato il suicidio.

A causa della discriminazione che si trovano ad affrontare a casa, a scuola e al lavoro, le persone trans corrono un rischio maggiore di suicidio rispetto agli altri, e uno studio pubblicato ad agosto 2016 dall’ospedale di Cincinnati mostra che il 30 per cento dei giovani transgender ha tentato il suicidio almeno una volta nella vita.

Ballard ha capito di avere di fronte una scelta nei confronti del figlio. “Sarei stato il suo bullo? Avrei cercato di metterlo in una scatola con le regole del mondo nella nostra epoca? O avrei aspettato sperando che tornasse tutto come prima?”, si chiede nel video.

“Dico spesso che non ho avuto questo bambino per realizzare i miei sogni”, dice Ballard. “L’ho avuto per aiutarlo a realizzare i suoi. Quindi ho fatto quello che fa un padre: l’ho amato. Lo amo ancora”.

L’uomo si è schierato al fianco di suo figlio e si batte per i suoi diritti. Una delle ultime lotte portata avanti nel parlamento texano riguardava il bathroom bill, una legge che avrebbe costretto i trans texani a usare il bagno corrispondente al sesso assegnato loro alla nascita. La proposta di legge, però, è stata bocciata.

Ballard spiega che non è abituato a parlare apertamente dei suoi sentimenti o delle sue faccende personali. Ma che è stato spinto a farlo per la discriminazione che vede intorno a lui.

“Sarò onesto: non è nelle mie corde parlare con la gente. Non desidero essere qui a parlare, o parlare di mio figlio. Perché mi piacerebbe credere che siamo a un punto della società civile in cui tutto questo non ha più importanza. Il colore della pelle, come una persona si identifica, cosa c’è sul loro certificato di nascita … Ma questi tempi non sono così”, dice Ballard nel video.

“Sono tempi in cui vogliono costruire un muro tra il nostro stato e la cultura che è la fabbrica di quello che rende il Texas ‘grande’. Sono tempi in cui provano a dire di nuovo alle donne cosa devono fare con il loro corpo. Pensavo che avessimo messo la parola fine su questa discussione”.

“Non dico che sia facile. Abbiamo avuto le nostre battaglie”, prosegue il padre parlando del suo rapporto con Ashur. “Ma penso che se domandate a mio figlio, lui sa che io e sua madre siamo sempre dalla sua parte. Come conseguenza, ho un rapporto con mio figlio, e non sto piangendo di fronte a una lapide”.

https://www.youtube.com/watch?v=3wUq5NjBJBg&feature=youtu.be

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