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Le trattative per la riunificazione di Cipro sono fallite

La conferenza di pace sostenuta dall'Onu si è chiusa senza un accordo. Era il tentativo più promettente messo in atto finora per risolvere il conflitto tra greco-ciprioti e turco-ciprioti nell'isola

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Il segretario generale Onu Antonio Guterres. Credit: Rafael Marchante

Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha annunciato venerdì 7 luglio 2017 in una conferenza stampa che le trattative per la riunificazione di Cipro sostenute dall’Onu sono fallite, segnando la fine del processo di pace più promettente in decenni di conflitto nell’isola.

“Nonostante l’impegno molto forte e la volontà di tutte le delegazioni e le varie parti la Conferenza di Cipro è stata chiusa senza che fosse raggiunto un accordo”, ha detto Guterres.

Uno dei punti di maggiore criticità era se i 30mila soldati turchi presenti a Cipro sarebbero potuti rimanere dopo al riunificazione. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha detto la loro rimozione era “fuori questione”, a meno che la Grecia non avesse mandato via i suoi mille soldati.

Un’altra questione irrisolta era come restituire le proprietà a decine di migliaia di ciprioti che hanno abbandonato le loro case quando la Turchia ha invaso il nord dell’isola nel 1974. In quell’anno Cipro è stata divisa in seguito all’intervento delle truppe turche sull’isola, innescato a sua volta da un colpo di stato ordito dai greco-ciprioti, sostenuti da Atene.

I colloqui di pace sono cominciati due anni fa, mentre la prima conferenza di pace si è svolta a gennaio 2017. L’obiettivo dei negoziati era quello di creare una federazione composta dai due stati della Repubblica di Cipro (greca) e della Repubblica turca di Cipro Nord.

Circa 800mila greco-ciprioti e circa 220mila turco-ciprioti vivono attualmente sull’isola il cui territorio è diviso in due dalla linea verde dell’Onu.