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È davvero sicuro riutilizzare le bottigliette di plastica?
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È davvero sicuro riutilizzare le bottigliette di plastica?

Alcuni studi hanno analizzato le sostanze chimiche presenti nei contenitori di plastica, ma resta ancora controversa la loro pericolosità per la salute degli esseri umani

06 Lug. 2017

Nel periodo estivo è importante avere sempre con sé dell’acqua per idratarsi, ma riutilizzare sempre la stessa bottiglietta, riempiendola ripetutamente, secondo alcuni scienziati può essere un comportamento potenzialmente dannoso per la salute.

Alcuni studi hanno mostrato che piccole quantità di sostanze chimiche dei contenitori di plastica possono finire nel cibo o nelle bevande contenute al loro interno. In particolare, queste ricerche hanno riguardato il bisfenolo A (Bpa) e le diossine, sostanze che si trovano normalmente nelle bottiglie o nei contenitori di plastica.

La scienza non è del tutto chiara su come il Bpa influisca sulla salute degli esseri umani. Questa sostanza può modificare il modo in cui funzionano i nostri ormoni e interferire con il sistema endocrino. Secondo alcuni scienziati questo potrebbe essere “uno dei fattori dell’aumento di alcune malattie umane, come il tumore al seno, le malattie cardiache e le malformazioni alla dei genitali dalla nascita”.

Gli scienziati hanno provato a scoprire se queste sostanze possono provocare il cancro, senza giungere tuttavia a una risposta certa.

– LEGGI ANCHE: Abbiamo sempre buttato le bottiglie di plastica nel modo sbagliato

Da una parte, come specifica il sito del Cancer Research, l’istituto di ricerca britannico sul cancro, finora non ci sono prove convincenti che mostrino che utilizzare bottiglie o contenitori di plastica aumenti il rischio di contrarre questa malattia.

È vero, alcuni studi hanno mostrato che alcune sostanze chimiche dei contenitori di plastica possono finire nel cibo o nelle bevande contenuti al loro interno, ma i livelli di queste sostanze sono molto bassi e quindi potenzialmente poco pericolosi.

Il Cancer Research sostiene in pratica che il livello di sostanze chimiche nell’acqua dipende da come il contenitore viene trattato. Negli esperimenti condotti sulle bottiglie di plastica, queste sono riscaldate a temperature elevate, a volte per un lungo periodo di tempo.

Anche se riscaldate a temperature fino a 60 gradi per molte ore, i livelli di sostanze chimiche nei prodotti al loro interno sono in genere ben al di sotto dei livelli considerati pericolosi.

“Questi esperimenti sottopongono le bottiglie a usi molto diversi da un uso quotidiano”, si legge sul sito del Cancer Research. “È probabile che i livelli di sostanze chimiche negli alimenti o nelle bevande in esse contenute siano molto al di sotto dei livelli potenzialmente dannosi”.

Di recente la European chemicals agency, un’autorità dell’Unione europea, ha chiesto di ridurre l’uso del bisfenolo A, riconoscendolo ufficialmente come un “distruttore endocrino” che può provocare serie conseguenze per la salute umana, inclusi “cancro, difficoltà di apprendimento e diabete”.

Mentre queste informazioni restano controverse, sembra comunque consolidato che dal punto di vista igienico le bottigliette – di plastica o metallo che siano – vadano periodicamente lavate in modo da limitare il proliferare dei germi. Inoltre, nel caso in cui siano danneggiate, la cosa migliore è smetterle di usarle. In questo modo anche l’ambiente sarà tutelato.

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