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Il sindaco campano che ha definito una “bambinata” lo stupro di gruppo di una ragazza

Michele Palummo, primo cittadino del piccolo comune campano Pimonte, ha definito così in un'intervista sul La7 la violenza sessuale perpetrata ai danni di una 15enne nel luglio del 2016. L'uomo ha poi inviato una nota di scuse

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Il 25 luglio del 2016 undici ragazzi di Pimonte, un comune dei monti Lattari in Campania, venivano trattenuti in custodia cautelare e poi inviati in una comunità con l’accusa di aver stuprato, a turno, una ragazza di 15 anni.

La ragazza dopo aver avuto un rapporto sessuale con il suo fidanzato, era stata costretta ad averne anche con gli amici di questi sotto la minaccia della pubblicazione sui social network di un filmato del precedente rapporto, minaccia poi ripetuta in successive occasioni, avendo il gruppo ripreso anche i successivi rapporti con gli altri.

I ragazzi, tutti minorenni, risultavano legati da vincoli familiari a storici clan camorristici della zona.

A febbraio 2017 il Gup del Tribunale dei minori di Napoli aveva disposto un programma di riabilitazione per gli 11 ragazzi (uno di loro all’epoca era 13enne e quindi non imputabile) che consiste nella misura dei domiciliari e nello svolgere attività sportive e di volontariato. L’unica restrizione disposta dal giudice è di non avvicinare in alcun modo la vittima, ma di adoperarsi per ristabilire dei buoni rapporti con lei, dalla quale ottenere il perdono.

La ragazza però in questi giorni ha lasciato il piccolo comune campano e si è trasferita in Germania con la sua famiglia. A rendere nota la notizia è stato il Garante per l’infanzia e l’adolescenza della regione Campania, Cesare Romano.

All’epoca dei fatti, le reazioni dei concittadini lasciarono trapelare poca compassione per la ragazza la quale fu accusata di “essersela cercata”.

“Una bambinata”, l’ha definita invece il sindaco di Pimonte Michele Palummo che intervistato da un cronista di La7 in una puntata de “L’aria che tira” del 3 luglio, ha detto: “Ormai è passata, sono tutti minorenni, che ti puoi aspettare”.

“Uno stupro di gruppo è una bambinata?”, chiede il giornalista Roberto D’Antonio, “No, nel modo più assoluto”, si è poi corretto il primo cittadino che ha voluto inviare una nota di scuse attraverso il quotidiano “La Repubblica”.

“Intendo prima di ogni altra cosa porgere le mie più sentite scuse alla nostra giovane concittadina, alla sua famiglia e all’intera cittadinanza per aver utilizzato, durante l’intervista a La 7, un’espressione infelice, assolutamente impropria e che non era affatto riferita a quanto le è purtroppo capitato. È un’espressione che non rispecchia affatto il mio pensiero, in quanto condanno, per principio, ogni forma di violenza e di sopruso, tanto più se perpetrata contro una giovane donna; ho condannato l’episodio quando è successo lo scorso anno e continuo a ritenerlo oggi un fatto quanto mai grave”, ha rettificato Palummo.