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Perché questa foto di un abitante di Pompei è diventata virale

L’immagine di una vittima dell'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. è stata condivisa migliaia di volte su Twitter in questi giorni. E in molti hanno scherzato sulla posizione dell'uomo

Immagine di copertina

Il 9 giugno scorso l’account Instagram del parco archeologico di Pompei ha pubblicato una foto – in poco tempo condivisa migliaia di volte – di una vittima dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., che distrusse la città campana. 

Se in molti hanno visto altre foto di corpi perfettamente conservati in un calco di gesso nella città romana, pochi conoscevano l’immagine di quest’uomo che ha fatto parlare di sé per la posizione in cui è rimasto conservato nel corso dei secoli.

#DirectorInsight. Pompei, Insula Occidentalis. Calco in gesso di una vittima dell’eruzione. Ph Direttore Generale Prof. Massimo Osanna #Pompei #Pompeii #PompeiiTempusVita

Un post condiviso da Pompeii (@pompeii_parco_archeologico) in data:

La foto, scattata dal professor Massimo Ossana, non presentava inizialmente alcuna particolare didascalia rispetto all’attività svolta dal defunto al momento della morte. Ma una volta che l’immagine ha cominciato a girare su Twitter in molti hanno iniziato a scherzare sulla possibilità che l’uomo si stesse masturbando quando il Vesuvio scatenò la sua forza distruttiva.

Il vulcanologo Pier Paolo Petrone, che ha studiato le vittime del Vesuvio per 25 anni, ha spiegato alla testata The Daily Dot, che l’individuo nella foto è un uomo adulto ucciso dal calore estremo dell’eruzione, e che la maggior parte delle vittime umane trovate a Pompei mostrano quella posizione di braccia e gambe, a causa della contrazione degli arti come conseguenza dell’effetto termico nei loro corpi dopo la morte.

La sua posa si sarebbe quindi quasi certamente verificata post mortem, e non al momento del decesso, il che però non ha impedito all’immagine di generare una serie infinita di battute agli utenti del web: