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Perché il nuovo film di Netflix è accusato di promuovere l’anoressia

Il 14 luglio uscirà “To the bone”, il lungometraggio che racconta la storia di un'adolescente anoressica. Alcuni psichiatri e psicologi ritengono che questo film sia pericoloso per i soggetti a rischio

Immagine di copertina

To The Bone (“Fino all’osso”): così si intitola il film in uscita il 14 luglio su Netflix che ha come tema principale il dramma dell’anoressia.

Il titolo richiama alla condizione della giovane protagonista Ellen, interpretata dall’attrice e modella britannica Lily Collins, che trascorre la propria adolescenza entrando e uscendo dai centri di trattamento per i disturbi alimentari.

Dopo i vari tentativi di recupero falliti, Ellen si ritrova sempre più magra quando incontra il dottor William Beckham, interpretato dall’attore canadese Keanu Reeves, e decide di unirsi a un gruppo di persone con il suo stesso disturbo che il medico ha in cura.

Sorpresa dalle nuove regole, e affascinata dai suoi nuovi compagni, Ellen deve imparare ad accettare se stessa per sconfiggere finalmente i propri demoni, come la fissazione per il peso perfetto, la giusta quantità di calorie da ingerire, e la presunzione di avere tutto sotto controllo.

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La commedia drammatica To The Bone è il primo film da regista di Marti Noxon, sceneggiatrice televisiva che ha lavorato a serie tv come Buffy, Mad Men, Private Practice, Gigantic, Glee.

“Grazie all’incredibile performance di Lily Collins e all’impeccabile ruolo di supporto di Keanu Reeves, Carrie Preston e Lili Taylor, To The Bone sconvolge le aspettative in ogni momento con un taglio particolare e uno sguardo puro nei confronti di ciò che le giovani donne oggi devono affrontare a causa degli ideali di bellezza diffusi dalla società”, si legge nella sinossi ufficiale del film. 

Lily Collins aveva già parlato in passato dei suoi problemi alimentari nel romanzo Unfliltered: No Shame, No Regrets, Just Me. La sua interpretazione nel ruolo di Ellen risulta così particolarmente coinvolgente.

Il film è stato criticato da psicologi e psichiatri, per il modo in cui viene trattato il tema dei disturbi alimentari.

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“Il film è potenzialmente rischioso per due gruppi di persone, sia quelli che hanno problemi con il cibo, sia per quelli che ancora non hanno sviluppato alcun disturbo”, ha spiegato al Guardian Dasha Nicholls, la presidente della facoltà di disturbi alimentari presso il Royal College of Psychiatrists del Regno Unito. “La mia preoccupazione è che il film tratti in modo troppo sereno questa problematica. Non vorrei che passasse il messaggio per cui vivere un conflitto interno sembri un qualcosa di attraente. Abbiamo la responsabilità di proteggere i giovani e le persone vulnerabili”.

Secondo altri esperti è difficile giudicare il film esclusivamente dal trailer, ma sarebbe giusto precisare agli spettatori che il contenuto di quello che stanno per vedere è particolarmente toccante e potrebbe influenzare la sensibilità dei soggetti a rischio.

“Netflix dovrà assumersi la responsabilità di quanto accadrà agli spettatori del film. Anche il corpo della giovane protagonista è molto magro e potrebbe suggestionare gli adolescenti”, ha spiegato lo psicologo Carolyne Keenan.

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Altre critiche che sono state mosse riguardano il modo in cui i ragazzi e le famiglie devono fronteggiare le cure per la malattia all’interno del film.

Normalmente i costi dei centri per i disturbi alimentari sono molto alti: si tratta di cifre astronomiche anche per le cure ospedaliere. Dalle prime scene del trailer del film, il problema economico non sembra toccare la famiglia di Ellen, e non vengono tenuti in considerazione i dati reali dell’incidenza dei costi di queste malattie sulla popolazione sia negli Stati Uniti che in Europa.

“Quando si cerca di fare un film per il grande pubblico si vuole offrire sempre qualcosa di leggero e non troppo deprimente”, ha detto al Guardian Nina Martynchyk, un’attivista per la consapevolezza di disturbi alimentari. “In questo caso è difficile creare qualcosa di divertente su un tema così grave e devastante come l’anoressia. Si rischia di sminuire la gravità del problema”.

“Guarderò il film, anche se con molto scetticismo, ma non consiglierei a chiunque abbia problemi alimentari o sia suscettibile sul tema di vederlo”, ha concluso Martynchyk .

Ecco il video del trailer del film che verrà presentato anche all’Ischia global fest il 15 luglio: