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Chi è Dino Maglio, il carabiniere che drogava e stuprava le turiste straniere
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cucchi carabiniere

Chi è Dino Maglio, il carabiniere che drogava e stuprava le turiste straniere

L'ex militare di 37 anni di origini pugliesi adescava le sue vittime su una piattaforma web che mette in contatto viaggiatori low cost per ospitalità gratuita. Alle turiste sue ospiti somministrava narcofarmaci per violentarle

24 Giu. 2017
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Dino Maglio è un ex carabiniere di Padova che è stato condannato a sei anni e sei mesi di reclusione dal Tribunale di Padova con l’accusa di stupro ai danni di una ragazza straniera in visita in Italia.

A metà giugno 2017, si è chiusa l’inchiesta bis sull’ex militare di 37 anni per il quale il pubblico ministero Giorgio Falcone ha chiesto il rinvio a giudizio. 

La condanna, con rito abbreviato, riguarda al momento una sola violenza accertata risalente al 2014. Ma già in quell’anno diversi giornali, nazionali e internazionali, si occuparono del caso.

La vicenda finì su quotidiani come il Guardian, attirando anche l’attenzione degli hacker di Anonymous che più volte diffusero il suo identikit su internet affinché altre giovani non cascassero nella sua trappola.

L’uomo, che si faceva chiamare Leonardo, adescava le sue vittime su Couchsurfing, la piattaforma che mette in contatto i viaggiatori low cost di tutto il mondo disposti a offrire gratuitamente un appoggio in casa propria. In questo modo entrava in contatto con le turiste, le ospitava in casa e le drogava con narcofarmaci per avere dei rapporti sessuali con loro.

Le prime notizie sulla sua attività di violentatore risalgono al 2014 quando una sedicenne australiana ha accusato il militare di stupro dopo essere stata sua ospite insieme alla madre e alla sorella.

Il carabiniere aveva drogato la ragazza con un cocktail di limoncello e pastiglie a base di benzodiazepine e poi l’aveva violentata.

In quell’anno fu lo stesso Maglio a confessare di aver somministrato un tranquillante alla minorenne e di aver avuto un rapporto sessuale con lei nonostante non avesse 18 anni.

Dopo l’episodio, Maglio era stato condannato ai domiciliari ma era comunque riuscito a far arrivare altre coachsurfer nella sua abitazione: un’armena e un’argentina.

A marzo 2015 i poliziotti della squadra mobile di Padova hanno sequestrato un computer contente centinaia di filmati e fotografie di almeno un’ottantina di ragazze provenienti da tutto il mondo, oltre a materiale pedopornografico e 40 pasticche di un potente sonnifero.

A febbraio 2016, le denunce di altre 14 ragazze hanno aggravato la sua posizione: tutte sue ospiti che avevano subito lo stesso trattamento della ragazza australiana.

Si tratta di turiste straniere che ospitava nel suo appartamento dell’Arcella, nei dintorni di Padova, dove le drogava e le violentava. Ragazze giovanissime che lo contattavano tramite il sito Couchsurfing perché volevano essere ospitate per trascorrere qualche giorno a Padova e a Venezia. 

Alcune vittime ricordano vagamente baci e avances di Maglio, cui però non riuscivano a opporre resistenza, per altre i ricordi della serata si fermano prima. Dopo lo svenimento, più nulla, se non il sospetto, a qualche giorno di distanza, di essere state violentate.

 

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