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Chi è Valentino Talluto, l’uomo che ha contagiato con l’Hiv oltre cinquanta persone in Italia

Dal 2006 al 2015 l'uomo ha infettato volontariamente decine di donne e alcuni uomini. Cercava le vittime su internet, selezionando quelle più deboli e suggestionabili

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Valentino Talluto, nato a Caltanissetta il 21 luglio del 1984 e cresciuto a Roma, era un ragioniere impiegato in una società che amministra condomini.

Dal 23 novembre 2015 l’uomo è in carcere con l’accusa di epidemia dolosa e lesioni gravissime. Dal 2006 al 2015, secondo il pm Francesco Scavo, Talluto ha infettato volontariamente con il virus dell’Hiv 57 persone. Ma le stime per contagi diretti e indiretti arrivano a oltre 100 casi.

I 57 casi contestati comprendono le 30 donne infettate rintracciate dalla procura, quelle scampate all’infezione e i casi di contagio indiretto, di 3 partner, per esempio, di donne da lui infettate, e anche di un bambino, figlio nato nel 2012 di una straniera da lui contagiata anni prima.

Il pm ha chiesto l’ergastolo e i giudici della terza corte d’Assise di Roma si dovranno esprimere nel processo programmato per il 27 ottobre.

L’uomo cercava le sue vittime su internet, selezionando quelle più deboli e suggestionabili. Cominciava delle relazioni sentimentali che portavano a rapporti sessuali nei quali non confessava di essere sieropositivo e che venivano praticati senza l’uso di precauzioni.

Talluto giustificava la richiesta di non usare il preservativo sostenendo che il materiale del profilattico era per lui fastidioso. In questo modo è riuscito ad avere relazioni con oltre 50 persone in 10 anni.

Valentino Talluto è cresciuto con la zia, perché suo padre e sua madre sono morti quando lui era piccolo. La mamma l’ha persa a quattro anni, anche lei malata di Aids.

Il ragioniere di Roma non ha mai declinato l’accusa: davanti ai magistrati non ha negato di sapere di essere ammalato. L’uomo, che da marzo 2017 è a processo di fronte alla Corte d’Assise di Roma, ha spiegato ai magistrati di aver agito senza preoccuparsi delle conseguenze.

Da alcune delle ultime testimonianze rilasciate dalle numerose vittime – l’ultima delle quali è stata riportata dal Corriere della Sera il 12 giugno 2017 – è emerso che l’uomo avrebbe tenuto nascosta la malattia a quasi tutte le sue vittime, confessando la verità solo a due donne con le quali credeva possibile instaurare una relazione più duratura.

“Un giorno mi dice: ‘Sai, sono sieropositivo’. Allora penso ai nostri rapporti, lui li esigeva senza protezione, e capisco che devo fare il test. Lo faccio ed esce fuori negativo. Come mai? Eravamo nel periodo finestra. Il suo Dna era entrato nel mio sangue e la sieroconversione era in atto. Ne faccio un altro: positiva”, racconta la donna (rimasta anonima) al quotidiano.

Le ragazze contagiate, molte tra i venti e i trent’anni, hanno aperto una chat su Whatsapp per comunicare: parlano tra di loro, si scambiano informazioni sul processo, sulle cure che devono sostenere.

A Valentino Talluto non sono stati concessi i domiciliari perché l’uomo rischia di infettare altre persone e dovrà affrontare ancora altre cause intentate dalle vittime. Alcune di queste, però, nonostante si siano organizzate e abbiamo fatto rete, hanno deciso di non denunciarlo per ragioni di privacy.

I giudici hanno anche fatto i conti dei costi di questa epidemia: secondo una stima approssimativa, tra medicinali e terapie, il danno al servizio sanitario regionale ammonta a 11 milioni di euro.