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Il G7 per l’Ambiente a Bologna
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Il G7 per l’Ambiente a Bologna

In seguito allo storico annuncio del presidente USA Trump di uscire dall'accordo di Parigi, l'11 e il 12 giugno 2017 si tiene in Italia il vertice G7 sull'Ambiente

23 Apr. 2018

Si è aperta questa mattina, 11 giugno 2017, a Bologna la prima delle due giornate del G7 per il clima, presieduto a porte chiuse dal ministro italiano dell’Ambiente Gian Luca Galletti.

“La comunità internazionale attende un nostro messaggio da questo G7”, ha detto il ministro dell’Ambiente all’apertura dei lavori. “L’ambiente è parte integrante della politica economica. I Paesi che qui partecipano rappresentano oltre la metà del Pil mondiale e sono fra i maggiori esportatori”.

Al vertice, oltre all’Italia, hanno preso parte i leader di Giappone, Canada, Germania, Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti.

Ai lavori partecipano anche quattro ministri dell’ambiente di nazioni esterne al G7: Cile, Ruanda, Maldive ed Etiopia, che Galletti ha ringraziato per la presenza.

“Sono espressione di realtà molto impegnate sui temi oggetto del nostro incontro e rappresentano aree geografiche che a vario titolo vivono la minaccia dei cambiamenti climatici e le opportunità di uno sviluppo sostenibile”, ha detto il ministro.

Il clima rimane al centro del dibattito del summit sull’Ambiente, soprattutto in seguito all’annuncio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di uscire dagli accordi di Parigi.

Attese le parole del direttore statunitense dell’EPA (Agenzia Federale per l’Ambiente degli USA), Scott Pruitt, presente al vertice, che però fa solo “una tocca e fuga”. Con una dichiarazione prudente ma positiva Pruitt ha affermato che: “Non siamo in dissenso sugli obiettivi, ma sul modo di raggiungerli”.

Il premier Paolo Gentiloni, su Twitter, conferma gli accordi italiani di Parigi: “Oggi Bologna ospita il G7 ambiente. Italia conferma accordo #Parigi sul clima e impegno per green economy e sviluppo sostenibile”.

Oltre al riscaldamento globale, sul tavolo Galletti porta anche altri temi chiave: la green economy, o finanza verde, e l’efficienza delle risorse, l’Africa e il ruolo delle banche per lo sviluppo, la riforma della tassazione e la rimozione dei sussidi ambientalmente dannosi, come quelli per le fonti di energia fossili, e ancora la “marine litter”, l’annosa questione dell’inquinamento marino, senza dimenticare le buone pratiche per lo spreco alimentare.

“Su tutti i temi a parte il clima c’è un un accordo completo. Credo che le posizioni espresse all’inizio rimarranno tali, su questo non ci sono dubbi, ma credo anche che un passo in avanti verso un dialogo l’abbiamo fatto. Stiamo facendo un lavoro di ricucitura. Sapremo solo alla fine di questi due giorni che risultato avrà dato. Ma un risultato l’abbiamo già ottenuto, perché continuiamo a parlare, a individuare soluzioni e obiettivi comuni”, ha detto Galletti.

“In ambiente o si vince tutti insieme o si perde tutti. E anche nei momento difficili bisogna continuare a dialogare, anche da posizioni diverse”, ha concluso il ministro.

Intanto, in occasione dell’apertura dei lavori del G7 Ambiente, la piazza di Via Rizzoli, vicino alle due torri, è stata invasa da decine di panda di carta pesta.

I “pandini” del WWF, in nome dell’iniziativa “Save the Climate, Save the Humans”, hanno denunciato l’emergenza planetaria dei cambiamenti climatici e l’urgenza di intervento: il G7 deve essere l’occasione per dare concretezza alle decisioni prese sull’ambiente e sul clima e intensificare gli impegni assunti con gli accordi di Parigi.

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