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I primi exit poll delle elezioni legislative francesi

Secondo le proiezioni in base alle preferenze espresse dai francesi al primo turno, il partito del neopresidente Macron avrebbe ottenuto una storica maggioranza

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La République En Marche, il partito del neo presidente Emmanuel Macron, potrebbe ottenere circa il 32,2 per cento dei voti in alleanza con il Mouvement démocrate in base ai risultati del primo turno delle legislative francesi (segui LIVE). A seguire l’alleanza centrista Udi-Républicains al 21,5 per cento e il Front National di Marine Le Pen al 14 , in evidente difficoltà.

La République En Marche e il Mouvement démocrate potrebbero verosimilmente mettere insieme un numero compreso tra i 390 e i 430 seggi, risultato che assegnerebbe una storica maggioranza a Emmanuel Macron, confermando il risultato elettorale delle elezioni presidenziali.

Secondo la stampa francese, un elettore su due non si è recato alle urne a questa prima tornata elettorale delle legislative, dato che conferma il tasso di affluenza rilevato alle 17 (intorno al 40 per cento).

In netto contrasto con il risultato delle elezioni presidenziali le previsioni sul futuro del Front national, il quale, nonostante la presenza di Marine le Pen al secondo turno, si fermerebbe tra i 3 e i 10 seggi. Il Front national da possibile leader di opposizion potrebbe addirittura rischiare di non avere i numeri per formare un gruppo parlamentare all’Assemblea Nazionale, che richiede la presenza di un minimo di 15 parlamentari eletti.

Sempre secondo le previsioni prima del voto, il Partito socialista porrebbe ottenere il 10,2 per cento, mentre il movimento della France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon otterrebbe l’11 percento dei voti.

La colazione tra Les Républicains e Union des démocrates et indépendants potrebbe ottenere tra i 85 e i 125 seggi, confermando la tendenza verso il centrodestra dell’elettorato francese. Un’ipotetica alleanza tra il Parti socialiste e l’Europe Écologie Les Verts non andrebbe oltre i 35 seggi, mentre La France Insoumise e il Parti communiste français insieme otterrebbero tra gli 11 e i 21 seggi.

Per ottenere la maggioranza assoluta dell’assemblea nazionale francese occorre controllare 289 seggi.

Il meccanismo elettorale francese rende molto complicato effettuare proiezioni sulle possibili composizioni dell’assemblea nazionale in termini di seggi ottenuti da ciascun schieramento. C’è infatti una certa possibilità che le intenzioni di voto e i voti effettivi durante i due turni divergano sensibilmente, poiché con il sistema maggioritario a doppio turno diventano fattori decisivi tanto l’affluenza alle urne quanto le alleanze elettorali a livello locale, che in teoria possono variare fra un turno e l’altro.

DA SAPERE:

Le elezioni si svolgeranno domenica 11 e domenica 18 giugno. Il sistema elettorale francese prevede infatti uno scrutinio uninominale maggioritario a doppio turno. Per essere eletto al primo turno un candidato deve raccogliere la maggioranza assoluta delle preferenze nella circoscrizione in cui si è presentato e allo stesso tempo un numero di voti che rappresenti almeno un quarto degli aventi diritto al voto di quella circoscrizione.

Quindi se nessun candidato ottiene questo risultato, gli elettori saranno chiamati nuovamente alle urne e potranno votare solamente i candidati che al primo turno hanno ottenuto almeno il 12,5 per cento delle preferenze.

Il rinnovamento dell’Assemblea segue le elezioni presidenziali che si sono tenute il 23 aprile e 7 maggio e che hanno visto la vittoria di Emmanuel Macron.

Le elezioni legislative francesi del 2017 porteranno con sé un notevole cambiamento nelle file dei deputati eletti nell’assemblea legislativa. Oltre all’irruzione del fenomeno Macron sulla scena politica francese – è bene ricordare che né lo schieramento di maggioranza uscente di sinistra, né la destra classica si sono qualificate al secondo turno delle elezioni presidenziali – la nuova legge che regola il cumulo dei mandati farà sì che più di un terzo dei deputati della precedente legislatura non si candideranno alla quindicesima legislatura della Repubblica francese.

La regolamentazione del doppio mandato determinerà la formazione di nuovi equilibri politici in almeno 216 circoscrizioni su 577, poiché interessa circa il 45 per cento dei deputati (e quasi il 50 per cento dei senatori).

Il rapporto tra le diverse cariche che si possono esercitare a livello locale e a livello centrale ha una storia decisamente recente in Francia: fino al 1985, con l’eccezione dell’incompatibilità tra la carica di deputato e quella di senatore, non esistevano leggi che proibissero la possibilità di detenere più cariche istituzionali e amministrative.

L’ultima legge, entrata in vigore a partire dal 31 marzo 2017, renderà incompatibile il mandato di deputato, senatore e di rappresentate presso il Parlamento europeo con una lunga serie di cariche che erano ampiamente esercitate a livello locale

Le più importanti tra queste sono quella di sindaco, sindaco di arrondissement (per quanto riguarda le grandi città), presidente o vice presidente di un consiglio dipartimentale, presidente e vice presidente di un consiglio regionale.