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L’avvocato di Trump rigetta le accuse di James Comey al presidente
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L’avvocato di Trump rigetta le accuse di James Comey al presidente

Marc Kasowitz critica l'ex direttore dell'Fbi per le informazioni che ha fornito ai media "in modo non autorizzato" e chiede un indagine sulla vicenda

23 Apr. 2018

Marc Kasowitz, avvocato personale di Donald Trump, ha respinto le accuse rivolte al presidente degli Stati Uniti da James Comey, ex direttore dell’Fbi, di fronte al Senato statunitense.

L’avvocato ha detto che Trump non ha mai cercato di bloccare l’inchiesta sulle presunte interferenze della Russia nelle elezioni presidenziali di novembre 2016. Dopo la testimonianza, il presidente Trump non ha risposto alle domande dei giornalisti che gli chiedevano se Comey stesse dicendo la verità.

“Oggi Comey ha ammesso di aver fornito unilateralmente informazioni alla stampa in modo non autorizzato sulle comunicazioni con il presidente”, ha detto Kasowitz ai giornalisti, chiedendo che l’ex direttore dell’Fbi fosse indagato per questa fuga di notizie.

Durante la sua testimonianza davanti alla commissione del Senato degli Usa che indaga sul Russiagate, James Comey, ex capo dell’Fbi, rimosso dall’incarico dal presidente Donald Trump il 9 maggio del 2017, ha dichiarato che il presidente ha sbagliato a denigrare l’agenzia governativa e la sua leadership.

“La Casa bianca ha semplicemente scelto di diffamare me e l’agenzia dicendo che l’organizzazione era nel caos”, ha dichiarato Comey. “Non c’era alcuna ragione per licenziare il direttore” ha aggiunto.

Comey ha sostenuto che Trump gli avesse ripetutamente confermato che stava facendo un ottimo lavoro, per questo “le spiegazioni del mio licenziamento mi hanno confuso e preoccupato” ha dichiarato all’inizio della sua deposizione.

L’ex capo dell’Fbi ha rivelato la sua convinzione che la Russia abbia interferito con attacchi informatici nelle elezioni presidenziali americane del novembre 2016. “Centinaia, forse migliaia di istituzioni americane sono state prese di mira dagli hacker russi”, ha detto Comey.

L’ex direttore ha affermato che l’Fbi è venuta a conoscenza dei cyber attacchi russi alla fine del 2015 e che l’amministrazione Obama cercò di fare di tutto per fermarli.

Per quanto riguarda l’accusa contro il presidente Trump di avergli ordinato di interrompere le indagini sull’ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn, Comey ha dichiarato di non aver ricevuto un ordine esplicito da Trump ma di aver interpretato le sue parole come una direttiva, nel senso che il presidente “voleva che lasciassi cadere l’inchiesta”.

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