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I messaggi della ragazza che hanno spinto il fidanzato a suicidarsi
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I messaggi della ragazza che hanno spinto il fidanzato a suicidarsi

Conrad Roy si è tolto la vita a 18 anni nel 2014. Ora la sua fidanzata è a processo per alcuni messaggi in cui gli scriveva: “Sarai libero e felice, è il momento giusto”

07 Giu. 2017

Il 13 luglio 2014 un adolescente di nome Conrad Roy III è stato trovato morto per avvelenamento da monossido di carbonio nel suo pickup in un parcheggio di Fairhavens, in Massachusetts.

La sua ragazza, Michelle Carter, ha postato messaggi addolorati sui social media e ha raccolto denaro e organizzato eventi in suo nome per la consapevolezza delle malattie mentali. I suoi amici e la sua famiglia piangevano una vita così giovane spezzata da un suicidio.

Ma presto i procuratori hanno portato alla luce un’altra inquietante teoria su quanto accaduto. Sono comparsi dei messaggi inviati da Michelle al fidanzato in cui lei esortava Roy a uccidersi. Gli investigatori ritengono che abbia agito per attirare simpatie su di sé per il lutto.

La ragazza, che allora aveva 17 anni, è a processo da martedì 6 giugno con l’accusa di omicidio colposo, dopo aver chiesto di non essere giudicata dalla giuria popolare.

“Hai bisogno di farlo, Conrad”, ha scritto la ragazza il giorno del suicidio del giovane, secondo quanto riportato dall’ufficio del procuratore del distretto di Bristol. “Sei pronto e preparato. Tutto quello che devi fare è accendere il generatore e sarai libero e felice”.

In un altro messaggio la ragazza scrive: “Sarai finalmente felice in cielo. Niente più dolore. Va bene essere spaventati ed è normale. Voglio dire, stai per morire”.

Mentre Conrad rispondeva esprimendo dubbi, lei continuava a insistere. “Pensavo volessi farlo. Il momento è quello giusto e tu sei pronto…fallo e basta piccolo”, scriveva. “Niente più rimandare. Niente più attesa”.

(Michelle Carter e Conrad Roy. Foto da Facebook)

I messaggi mostrano che il ragazzo tentennava nel suo proposito di togliersi la vita e a un certo punto è uscito dal pick-up. “Torna in quella f*****a macchina”, ha risposto Michelle.

Per la madre del giovane non c’erano segnali che Conrad stesse per compiere un gesto del genere. “Pensavo fosse solo un po’ depresso”, ha detto.

Dopo la morte del ragazzo Michelle inviò anche dei messaggi alla donna, scrivendole che lo spirito del figlio avrebbe vissuto per sempre. “Lo amavo, Lynn. So che sono giovane ma vedevo il resto della mia vita con lui”, ha scritto la ragazza.

Durante l’udienza di martedì 6 giugno i messaggi scambiati tra i ragazzi sono stati proiettati nell’aula giudiziaria.

“Ha usato Conrad come una pedina”, ha detto l’assistente del procuratore Maryclare Flynn, aggiungendo che Michelle voleva attirare attenzione come “fidanzata addolorata”.

“Lei ha sviscerato con lui tutti i suoi dubbi, gli ha assicurato che la sua famiglia avrebbe capito il motivo del gesto, ha cercato la logistica e lo ha rassicurato sul fatto che avrebbe funzionato, lo ha spinto a non rimandare, deridendo la sua esitazione”.

La difesa ha chiesto di archiviare il caso parlando della libertà di parola, ma il giudice minorile ha detto che l’istigazione al suicidio non è protetta dalla costituzione statunitense.

L’avvocato Joseph Cataldo ha detto inoltre che Conrad aveva l’intenzione di togliersi la vita da tempo e che la sua depressione era dovuta a problemi in famiglia. Cataldo ha detto inoltre che la ragazza aveva distolto altre volte il giovane dal suicidio.

Alcuni documenti recentemente diffusi mostrano che l’adolescente aveva provato a togliersi la vita diverse altre volte e aveva cercato i metodi per suicidarsi online.

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