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Perché stanno aumentando le morti per overdose in Europa

Un nuovo rapporto pubblicato dall'Osservatorio europeo sulle droghe mostra quali sostanze psicoattive sono responsabili della crescita di vittime

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I morti per overdose da droga in Europa sono aumentati per il terzo anno consecutivo. È questo uno dei risultati contenuti nel nuovo rapporto pubblicato il 6 giugno dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze.

Nel 2015 in Europa – comprese Norvegia e Turchia – le vittime per overdose sono stati 8.441, in crescita rispetto alle 7.950 del 2014.

Il picco di morti riguarda il consumo di sostanze collegate all’eroina, soprattutto in paesi come il Regno Unito, dove l’aumento è stato del 26 per cento.

Il paese con il più alto tasso di mortalità per overdose è l’Estonia. Nello stato baltico ci sono state 103 morti ogni milione di abitanti. Seguono nella classifica la Svezia (con 100 decessi ogni milione di abitanti), la Norvegia (con 76 decessi ogni milione di abitanti) e l’Irlanda (con 71 decessi ogni milione di abitanti.

Ma come mai questi numeri sono in continuo aumento?

Gli oppiacei, e spesso l’eroina, sono le droghe presenti nella maggior parte dei casi di overdose, spesso combinate con alcol e benzodiazepine. Questi numeri dipendono anche dalle pratiche con cui i vari paesi europei registrano le vittime. E variano in base alle sostanze che hanno causato la crescita del fenomeno.

In Croazia, Francia, Danimarca e Irlanda le morti collegate al metadone sono maggiori rispetto a quelle collegate all’uso di eroina.

Il mercato delle sostanze psicoattive è cambiato in base alle nuove norme che ne regolano il consumo. La vendita di alcuni tipi di droga è cresciuta online, mentre diversi oppioidi sintetici sono diventati ancora più popolari.

Per esempio il fentanyl – un potente analgesico oppioide sintetico a volte più potente dell’eroina – è responsabile del 60 per cento dei sequestri di droghe sintetiche nel 2015.

Per quanto riguarda la cannabis, 88 milioni di adulti europei l’hanno consumata nel 2016, rendendola ancora la droga illegale più diffusa in Europa.

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