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Cosa c’è di vero nella storia del ragazzo con lo zaino in piazza San Carlo

Alcuni giornali hanno diffuso un video di un giovane a torso nudo, accusato di aver provocato il panico a Torino. Ma per la procura non ci sono indizi a suo carico

Immagine di copertina

Mentre i feriti più gravi sono ancora in ospedale, la procura di Torino indaga per capire cosa ha provocato il panico in piazza San Carlo a Torino la sera di sabato 3 giugno, durante la finale di Champions League Juventus-Real Madrid.

Alcuni testimoni parlano di un petardo, altri di falso allarme bomba: insomma non si sa ancora cosa sia successo nella piazza, dove l’unica cosa certa è che un momento di panico e caos ha provocato un totale di 1.527 feriti, di cui cinque in gravi condizioni.

Intanto il 4 giugno è stato diffuso un filmato, girato dalle telecamere sistemate sul palco per i media. Nel video si vede un ragazzo a petto nudo, che cammina nella piazza con le braccia allargate e uno zaino a spalle. Il giovane fa un gesto con le braccia e a un certo punto si vede anche una ragazza che si aggrappa a lui provando a spingerlo via.

Qualche ora dopo si diffonde online un altro video che mostra quanto avvenuto probabilmente pochi istanti prima. Il filmato mostra lo stesso ragazzo e la folla che si apre da un lato e dall’altro intorno a lui, per cui nasce il sospetto che possa aver in qualche modo spaventato i vicini. Nel caso in cui ciò fosse avvenuto volontariamente, si potrebbe parlare del reato di procurato allarme.

Nella notte tra il 4 giugno e il 5 giugno la procura di Torino interroga il giovane e un suo amico. Lui si chiama Davide e viene dalla Lombardia. Dopo averlo sentito a lungo il pm Antonio Rinaudo fa cadere ogni indizio nei suoi confronti e i due vengono lasciati andare senza denuncia.

“Non sappiamo cosa possa essere accaduto”, dicono i ragazzi secondo quanto riportato da Repubblica. “Abbiamo visto un muro di persone allargarsi improvvisamente a macchia d’olio ma non abbiamo avvertito nulla. Né un rumore né uno scoppio”.

I due tifosi milanesi raccontano di essersi fermati a soccorrere delle persone, di aver cercato di calmare la folla.

Davide dice di aver fatto quei gesti per tranquillizzare quelli che avevano cominciato a scappare, terrorizzati non si sa da cosa. E neanche i cameraman che hanno girato quel video hanno saputo riferire cosa fosse accaduto prima. Intanto molti si sono schierati contro Davide, che secondo le cronache di alcuni giornali italiani, era “in posa da kamikaze” perché aveva le braccia aperte.

La teoria della psicosi ingiustificata collettiva al momento sembra quindi la tesi più credibile, anche se la procura continuerà a indagare per capirne di più. Intanto, la sindaca di Torino Chiara Appendino cerca di chiarire le questioni sulla sicurezza della piazza in consiglio comunale.

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