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È vero che le sigarette elettroniche sono dannose per la salute?

Un nuovo studio dell'università di Bologna mostra che i vapori delle sigarette elettroniche potrebbero concorrere allo sviluppo di malattie neurodegenerative e tumori

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Il dibattito sulle sigarette elettroniche e sui possibili danni che i loro vapori possono arrecare alla salute è aperto da anni.

Molte persone sono convinte che le conseguenze sulla salute – sempre ammesso che ci siano – abbiano un impatto inferiore rispetto a quelle delle sigarette tradizionali. Tanto che le le sigarette elettroniche vengono utilizzate soprattutto da chi desidera smettere gradualmente di fumare.

“Gli svapatori in Italia sono 1,3 milioni”, ha dichiarato Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri in occasione della giornata mondiale contro il fumo mercoledì 31 maggio 2017.

“Si tratta però soprattutto di consumatori duali, cioè fumatori che usano contemporaneamente e-cig e sigarette tradizionali. Soltanto un fumatore su 10, infatti, ha smesso di fumare. Non abbiamo dati sufficienti per affermare che la sigaretta elettronica può essere un valido ausilio per smettere di fumare”.

Le conseguenze dell’utilizzo di sigarette elettroniche sulla salute, però, non sono ancora state provate.

Un recente studio, pubblicato dall’università di Bologna sulla rivista scientifica Nature, mostra che i vapori generati dalle sigarette elettroniche potrebbero causare seri danni alla salute.

I ricercatori hanno condotto un’indagine tossicologica nel modello animale – che è quindi priva di riscontri al momento sull’uomo – per capire meglio quali possano essere gli effetti dei vapori prodotti dalle sigarette elettroniche.

Lo studio ha mostrato una diminuzione delle capacità antiossidanti del tessuto polmonare e un aumento della produzione di radicali liberi. Questi due elementi hanno un effetto importante nella generazione dello stress ossidativo, frequentemente indicato come causa o concausa di tumori, invecchiamento cellulare e malattie cronico degenerative.

“A livello polmonare, i vapori delle sigarette elettroniche producono un effetto stimolante sugli enzimi bioattivanti, mentre inibiscono quelli detossificanti”, ha detto Moreno Paolini, ordinario di farmacologia all’Università di Bologna e autore della pubblicazione. “Un insieme di perturbazioni che, se confermate sull’uomo, potrebbe portare alla trasformazione di sostanze pre-cancerogene in cancerogeni finali”.

I ricercatori hanno osservato che i vapori sono anche in grado di danneggiare l’informazione genetica all’interno della cellula e che possono provocare un aumento significativo dei livelli di colesterolo e degli acidi grassi saturi che aumentano il rischio di malattie cardiovascolari.

In un altro studio, pubblicato a marzo 2017 sulla rivista Aerosol Science & Technology dalla Tobacco Control Unit della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori (INT) di Milano, le sigarette elettroniche di tipo e-cig e iQOS sono meno nocive per la salute delle sigarette tradizionali, ma non possono essere considerate prive di rischi.

“Nonostante sigarette elettroniche e iQOS abbiano più basse emissioni di sostanze tossiche rispetto alle sigarette tradizionali, questi dispositivi possono comunque emettere livelli statisticamente significativi di metalli, composti organici e aldeidi, che suggeriscono quindi cautela nel loro utilizzo, specialmente in ambienti chiusi, poiché non del tutto innocui”, ha detto al Corriere della sera lo pneumologo Roberto Boffi, che ha guidato la ricerca.