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Tutto quello che è successo durante la prima giornata del G7 di Taormina

Tutti i paesi si sono schierati contro il terrorismo, e sono stati riconosciuti maggiormente i diritti dei rifugiati. Resta irrisolta la questione cambiamento climatico

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È stata una giornata calda – non solo per via delle temperature – e ricca d’impegni, quella che hanno appena trascorso i leader mondiali che si sono incontrati oggi a Taormina per il G7, il summit internazionale che riunisce i capi di stato delle principali economie del mondo. 

Chissà cosa avranno pensato i cittadini di Taormina, fra i pochi autorizzati a stare nella blindatissima zona rossa del centro storico, quando hanno visto camminare per le stradine della città il presidente americano Donald Trump, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il neopresidente francese Emmanuel Macron e gli altri leader tutti insieme, come se fossero dei normali turisti, mentre si recavano al pranzo di lavoro che ha dato il via al summit dopo la cerimonia di benvenuto. 

Quattro i punti chiave di questo summit: 1) L’accordo sul clima 2) La sicurezza mondiale e la lotta al terrorismo 3) La questione dei rifugiati 4) Il commercio internazionale. 

La giornata è iniziata questa mattina con il premier italiano Paolo Gentiloni che ha accolto nella suggestiva cornice del Teatro Antico di Taormina i capi di stato di Giappone, Francia, Gran Bretagna, Canada, Stati Uniti, Germania e i rappresentanti dell’Unione Europea, il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, per la tradizionale foto di rito, la family photo, con tutti i leader allineati uno a fianco all’altro. 

Imponente, quasi all’inverosimile, la sicurezza, che da giovedì è stata dispiegata in tutta la città di Taormina e dintorni con più di tremila uomini, fra militari e forze dell’ordine, schierati per garantire una sicurezza assoluta, resa ancor più estrema dai recenti fatti di Manchester. 

La fine della giornata è ormai prossima ed ecco quali sono stati i punti salienti del summit: in primis, un quasi accordo sulla questione immigrazione, un buon compromesso (anche a detta dello stesso Gentiloni) che dovrebbe vedere domani l’ufficialità. L’accordo vede maggiormente riconosciuti i diritti dei migranti e dei rifugiati, con un impegno sia immediato per contrastare l’emergenza sia un impegno a lungo termine per porre fine alla cosa. Una presa di posizione forte, che potrebbe determinare una svolta sulla questione.

Tuttavia, nell’accordo si è posto anche l’accento sull’importanza della difesa dei confini, un argomento caro a Donald Trump e Theresa May, e la volontà di controllare i confini e fissare chiari limiti ai livelli netti di immigrazione, affinché possa essere garantita la sicurezza nazionale e il benessere economico delle varie potenze mondiali. 

In poche parole: sì all’aiuto dei migranti, ma senza esagerare. Considerando le posizioni di diversi capi di stato, va comunque sia riconosciuto il passo in avanti sulla questione. 

La giornata ha visto anche diversi incontri bilaterali fra i leader, alcuni molti informali, come la chiacchierata fra la Merkel e Trump a margine della cerimonia inaugurale, dove probabilmente si è discusso dell’articolo, pubblicato dallo Spiegel, nel quale si rivelava che Trump aveva definito i tedeschi “molto cattivi” per via del loro forte export di auto negli Stati Uniti. Altri, in maniera più ufficiale, come quello fra Emmanuel Macron e Theresa May, dove si è discusso di lotta al terrorismo e sicurezza, in quanto entrambi stanno vivendo una crisi sotto questo aspetto. 

A riguardo di tale argomento, c’è unanimità d’intenti fra i vari capi di stato, specie per quanto riguarda la lotta all’Isis: deve essere una priorità e lo sarà. Per questo tutti hanno firmato la dichiarazione contro il terrorismo, intitolata “Dichiarazione di Taormina”, un testo fortemente caldeggiato dalla leader britannica e che porterà a una maggiore cooperazione fra i vari paesi per contrastare e impedire in futuro nuovi attacchi terroristici, una strategia per tagliare i fondi alle cellule terroristiche e una prevenzione a partire dal web, luogo per eccellenza di radicalizzazione e reclutamento di potenziali terroristi. 

Degno di nota, fra i vari incontri bilaterali a margine della prima giornata, quello fra Donald Trump e Theresa May per parlare di accordi commerciali, specie se la Gran Bretagna uscirà definitivamente dall’Unione Europea, potrà contare sull’appoggio degli Stati Uniti per intavolare delle trattive fra i due stati. 

L’unico nodo che non sembra venire al pettine, e non si sa se domani potrà, è quello che riguarda la questione clima e gli accordi di Parigi. C’è un generale spirito di collaborazione, ma ci sono anche molte divergenze. Specie quelle che coinvolgono il presidente Donald Trump, molto scettico a riguardo del cambiamento climatico e degli accordi di Parigi. 

Trump ha dichiarato di essere venuto a Taormina proprio per sentire il punto di vista degli altri capi di Stato prima di prendere una decisione, ma è noto a tutti come il tycoon abbia già fatto retromarcia su tante cose: ha eliminato le restrizioni alle emissioni carboniche di auto e centrali, ha liberalizzato le trivellazioni anche in aree naturali protette, ha autorizzato la costruzione di nuovi oleodotti. 

La situazione è così complessa che, fra le ipotesi, circolasse l’idea di inserire nel comunicato finale una nota che vedeva l’impegno di tutti i Paesi del G7 a contrastare il cambiamento climatico, ad eccezione degli Stati Uniti. 

La giornata di oggi si concluderà, dopo un concerto serale dell’Orchestra Filarmonica della Scala al Teatro Antico di Taormina e una cena di galà, ospiti del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 

Sotto l’aspetto della sicurezza, non c’è stato quasi nulla da segnalare: proteste scarse e molto blande, anche se è prevista una manifestazione domani pomeriggio, e una situazione che è rimasta sotto controllo per tutta quanta la giornata senza il minimo intoppo. 

Domani, si ricomincerà di buon mattino, con la partecipazione anche di diversi paesi africani invitati al G7, fino a pomeriggio inoltrato, quando il summit terminerà ufficialmente con una conferenza stampa finale tenuta dal premier italiano Paolo Gentiloni. Si tornerà a parlare di clima, senza ombra di dubbio, mentre l’accordo sui migranti acquisirà la sua forma definitiva e ufficiale. Ancora da delineare, sebbene qualcosa sia stato già discusso oggi, la volontà dei leader mondiali per quanto riguarda gli accordi commerciali. 

Apertura alla globalizzazione, come vogliono la Germania, l’Italia e la Francia o un maggior protezionismo, come Trump e la May desiderano? Domani lo scopriremo.