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Dove sono finiti tutti gli insetti in Europa?

Negli ultimi anni gli entomologi hanno rilevato un allarmante declino di api da miele, farfalle Monarca e lucciole nel nostro continente a causa di diversi fattori

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È famoso per essere chiamato “fenomeno del parabrezza”. Le persone ricordano quanti sono gli insetti che si schiantano sul vetro delle loro auto. Ma negli ultimi anni qualcosa è cambiato. Per esempio, avete notato di avere la macchina più pulita dopo un viaggio in autostrada?

“Hai una reazione viscerale quando ti accorgi di non vedere più quel disastro sul parabrezza”, dice Scott Black, direttore esecutivo della Xerces Society for Invertebrate Conservation in Portland, negli Stati Uniti. Oggi si dice che le auto siano maggiormente aerodinamiche e quindi meno mortali per gli insetti. Ma la realtà è un’altra.

La popolazione degli insetti in Europa è fortemente diminuita. Gli scienziati hanno rilevato un allarmante declino di api da miele, farfalle Monarca e lucciole. Tuttavia, pochi hanno prestato attenzione a falene, sirfidi – insetti impollinatori spesso scambiati per api – e coleotteri. 

Parte dello scarno registro di insetti proviene da entomologi amatoriali. Oggi si sta perfezionando, un registro a lungo termine a opera della Krefeld Entomological Society, un team di entomologi che si è occupato di tracciare insetti in più di cento riserve naturali nell’Europa occidentale dagli anni Ottanta.

Nel 2013 il gruppo ha comparato i campioni rilevati con quelli del 1989, riscontrando un calo di circa l’80 per cento. Stesso risultato dalla comparazione del 2014.

“Se sei un uccello mangiatore di insetti in quella particolare area, 4/5 del tuo cibo sono scomparsi nel corso dell’ultimo quarto di secolo ed è sconcertante”, afferma Dave Goulson, un ecologista dell’Università del Sussex, membro della Krefeld Society. “Speriamo non sia un dato rappresentativo”.

Il dato allarmante si ripercuote così sull’intera catena alimentare. Nonostante la mancata certezza sull’esatta rappresentatività dei dati raccolti, le osservazioni del Krefeld group chiariscono lo stato delle specie di insetti meno studiate.

Per spiegare il fenomeno, il gruppo di studiosi cerca correlazioni con clima, cambiamenti della vegetazione e altri fattori. Non è ancora emersa una relazione causale diretta, che spieghi l’incessante diminuzione degli insetti nelle aree analizzate. “Nonostante la biodiversità della vegetazione sia aumentata nelle riserve studiate, il numero degli insetti continua a precipitare”, afferma Martin Sorg, un entomologo che cura i campioni raccolti dalla Krefeld Society.

La massiccia urbanizzazione di vaste aree rurali, le innumerevoli fonti di illuminazione notturna delle città, l’utilizzo di pesticidi neonicotinoidi – fortemente neurotossici – sono solo alcuni dei fattori considerati pericolosi per la vita degli insetti.

I membri della Krefeld Society collaborano oggi con il gruppo di studiosi di Wolfgang Wägele, direttore del Leibniz Institute for Animal Biodiversity di Bonn, per sviluppare un sistema automatico di monitoraggio più completo, al fine di creare quella che può essere definita una “stazione di biodiversità del clima”, in cui dati visivi e sonori si combinano.