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Mangiare nel cuore di Roma. Consigli per l’uso
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Mangiare nel cuore di Roma. Consigli per l’uso

"Eating in Trastevere", un libro, 26 scelte dalle trattorie ai ristoranti stellati, per sopravvivere nel rione più conosciuto della città

24 Mag. 2017

Trastevere conserva nel mondo una certa fama. I panni stesi
sul filo in mezzo ai vicoli. I ponti che lo uniscono a “Roma”, tra i più belli
della città. La gente del posto, che è sempre di meno ma non per questo è meno
“trasteverina”.  La movida serale. Il suo
volto del mattino, con le piazze e piazzette. I pavimenti cosmateschi e le
cripte romane.

Soprattutto i posti in cui mangiare.

Chi ci abita, come me che sono qui da oltre quaranta anni,
si è sentito spesso chiedere: “Conosce un posto dove si mangia bene?”. Domanda
cruciale seguita a volte dall’appendice: “Senza spendere troppo?”.  Ma è soprattutto il primo quesito quello che
conta di più – specie per intere famiglie che sembrano pendere dalle tue labbra
– e che richiede risposte necessariamente precise (oltre che ovviamente
arbitrarie).

Va da sé infatti che la valutazione è ovviamente qualcosa di
assai personale. E dunque suscettibile di approvazione e consenso così come di critiche
e controversie.

Ho scritto “Eating in Trastevere”, un libro cerca dunque di offrire qualche risposta. Nel
rione i posti in cui mangiare sono ormai centinaia, ne nascono spesso di nuovi,
alcuni arrivi sono sospetti per origini e provenienze, non tutto è oro quel che
riluce. E tra le new entry ci sono anche molti posti da street food, anche
eccellenti, di cui non ci occupiamo perché il libro è dedicato a ristoranti e
trattorie.

Troverete un po’ di tutto, ristoranti
“stellati” e umilissime trattorie, locali ricercati e cari accanto a quel che
resta delle antiche osterie con i loro menu semplificati, cucine romane
tradizionali e rivisitazioni più intriganti, influssi abruzzesi e del litorale
accanto alle suggestioni etniche, posti in cui c’è la fila e altri in cui
occorre prenotare. Naturalmente troverete i grandi piatti della tradizione,
l’amatriciana, la carbonara, la gricia, gli involtini, la trippa, il fritto
misto vegetale, la coda alla vaccinara, il baccalà, le alicette…

Non ci sono indicazioni dei prezzi, lasciamo a voi
l’interpretazione delle proposte pubblicate. Il libro segue l’andamento dei
menù, dagli antipasti ai primi ai secondi al dessert. Un menu collettivo dunque
offerto da ventisette ristoranti e trattorie, scelti in totale autonomia. Gli
esclusi non se ne abbiano a male, possono candidarsi Alla seconda edizione che
speriamo di fare per questo libretto di semplici istruzioni sul modo più
accettabile di stare a tavola a Trastevere.

Di ogni posto cerchiamo di offrire oltre alla ricetta del
piatto scelto anche la storia e soprattutto i volti di chi lo gestisce. Volti
sorridenti. E che vi augurano buon appetito. Le foto dei piatti sono di Franco Mapelli, quelle dei ristoratori sono di Andrea Brogi, l’editore è Lswr.

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