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Se soffri d’insonnia, può essere colpa della solitudine

Uno studio del King's College di Londra, che ha preso in esame 2.200 gemelli omozigoti, mostra che il sentirsi soli è causa di insonnia e difficoltà di concentrazione

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“Una minore qualità del sonno è uno dei tanti modi in cui il senso di solitudine ‘ti entra dentro’”, riportano gli autori dello studio Sleeping with one eye open: loneliness and sleep quality in young adults pubblicato dalla Cambridge University Press nel maggio 2017. Il sentirsi soli, che viene definito come “l’angosciante sensazione di sentirsi inadeguati all’interno della società”, è secondo gli scienziati causa di insonnia.

Lo studio ha preso in esame un campione di 2.200 inglesi, costituito da gemelli omozigoti nati fra il 1994 e il 1995. Per prima cosa è stato chiesto loro di definire il senso di solitudine e quante volte si sentono soli. Gli intervistati hanno spiegato che sentirsi soli non significa semplicemente essere maltrattati o isolati in un determinato gruppo sociale, ma sentirsi irrimediabilmente inadeguati per la vita sociale. Solo il 5 per cento dei candidati ha riportato una frequente sensazione di solitudine.

Successivamente è stato loro somministrato un questionario sulla loro qualità del sonno: numero di ore dormite per notte, possibile uso di medicinali per addormentarsi e problemi legati alla concentrazione durante il giorno sono state le tematiche principali del questionario. Quest’ultimo ha mostrato che chi più di altri si sente solo mostra anche più difficoltà legate al sonno.

I ricercatori, dopo aver escluso che i geni fossero la causa dell’insonnia, hanno evidenziato che una delle motivazioni più importanti potrebbe essere quella sociale. Molti dei soggetti hanno subito violenze o maltrattamenti quando erano bambini e questo ha cambiato la loro percezione di sé nel mondo. Una possibile spiegazione dell’insonnia potrebbe essere legata a questi episodi e al non sentirsi sicuri: gli episodi di violenza avrebbero scatenato un forte senso di insicurezza e inadeguatezza, che porterebbe a “dormire con un occhio aperto”. Più che l’esclusione sociale, sarebbe il passato di ognuno di noi ad agire da detonatore dell’insonnia.

I legami tra la qualità del sonno e la solitudine, dice la ricerca, ci sono ma devono ancora essere indagati in profondità. Ciò che è certo è che l’insonnia è uno dei tanti modi – legato anche allo stress – in cui il senso di solitudine si manifesta. A lungo termine, però, potrebbero palesarsi anche altri problemi di salute. Per questo gli studiosi auspicano di intervenire, in futuro, in modo più incisivo sul senso di solitudine delle persone in modo da migliorarne le condizioni di salute.

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