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Secondo la Corte di Cassazione i migranti devono conformarsi ai nostri valori

Fa discutere una sentenza nei confronti di un indiano sikh che voleva circolare con un coltello 'sacro'

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I supremi giudici della Corte di Cassazione hanno respinto il ricorso di Jatinder S., condannato a duemila euro di ammenda dal tribunale di Mantova nel 2015, quando fu sorpreso a Goito, nel mantovano, mentre usciva di casa armato di coltello.

L’uomo, appartenente alla comunità indiana sikh, chiedeva di non essere multato, e il suo reclamo era stato condiviso dalla procura della Suprema Corte che, ritenendo il comportamento giustificato dalla diversità culturale, aveva chiesto di stracciare la condanna.

Ma la Cassazione non gli ha dato ragione, nonostante Jatinder continui a sostenere che il coltello è un oggetto sacro secondo i precetti della sua religione.

“Gli immigrati che hanno scelto di vivere nel mondo occidentale hanno l’obbligo di conformarsi ai valori della società nella quale hanno deciso di stabilirsi ben sapendo che sono diversi” dai loro e non è tollerabile che l’attaccamento ai propri valori, seppure leciti secondo le leggi vigenti nel paese di provenienza, porti alla violazione cosciente di quelli della società ospitante, si legge nelle motivazioni della sentenza.

“In una società multietnica”, prosegue il verdetto della Suprema Corte, “la convivenza tra soggetti di etnia diversa richiede necessariamente l’identificazione di un nucleo comune in cui immigrati e società di accoglienza si debbono riconoscere. Se l’integrazione non impone l’abbandono della cultura di origine, in consonanza con la previsione dell’art. 2 della Costituzione che valorizza il pluralismo sociale, il limite invalicabile è costituito dal rispetto dei diritti umani e della civiltà giuridica della società ospitante”.