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Un medico italiano ha annunciato che non curerà i razzisti

Dopo la comparsa di cartelli contro i migranti nel cuneese, il chirurgo Corrado Lauro ha preso una decisione radicale

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Nelle frazioni di Roata Canale e Spinetta situate nella provincia di Cuneo, in piemonte, qualche settimana fa sono spuntati dei cartelli anonimi in segno di protesta contro l’arrivo di alcuni migranti, forse 24, che avrebbero dovuto essere ospitati dalla parocchia.

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I cartelli recitavano “Questo non è un consiglio, è una minaccia. Noi i negri non li vogliamo”.

Di fronte a questa protesta e a queste parole forti, il 25 aprile 2017, Corrado Lauro, chirurgo del reparto di Chirurgia generale dell’ospedale Santa Croce di Cuneo, ha deciso di esprimere il proprio dissenso.

“Agli abitanti della frazione cuneese che hanno esposto il cartello ‘Noi i negri non li vogliamo’, comunico che non intendo prestar loro alcun intervento sanitario se non in caso di immediato rischio di vita o qualora si configurassero le condizioni di una denuncia per il reato di omissione di soccorso. Siete pertanto pregati di rivolgervi a un altro più qualificato professionista. Comincia così la mia resistenza”, ha scritto il medico su un post pubblico della propria pagina Facebook.

In breve tempo è scoppiata la bufera e sul medico è caduta la minaccia di una possibile denuncia per aver violato il giuramento di Ippocrate.

Il dottor Lauro ha presto voluto precisare la sua posizione sul post redatto su Facebook, cercando di far comprendere che la sua era una semplice provocazione per approfondire la questione dell’accoglienza ai migranti.

“Innanzitutto il tono e il significato provocatorio del messaggio non poteva avere il carattere né di un consiglio ( non sono abbastanza autorevole per elargirne) né tantomeno di una minaccia ( non rientra nei miei canoni comportamentali) nei confronti di estensori e espositori di quel manifesto: infatti mai nella mia azienda è stato tollerato né sarà mai tollerabile una discriminazione sul trattamento di qualsiasi paziente… in secondo luogo il mio strale non era soltanto dettato dalla vicenda dell’accoglimento o meno dei migranti, tema delicato ed ampio di cui non ho titolo di essere portavoce: fin dai primi minuti dal post ho fornito un argomento addirittura a favore dei resistenti e dissenzienti, scrivendo della difficoltà di spalmare la miseria altrui sulla povertà nostrana”, si legge, infatti, in un secondo post dell’11 aprile.

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