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Il vice ministro della giustizia degli Stati Uniti ha minacciato di dimettersi

Gerald Rod Rosenstein era stato presentato dalla Casa Bianca come il principale promotore del licenziamento del direttore dell'Fbi James Comey

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Il vice ministro della Giustizia degli Stati Uniti, Gerald Rod Rosenstein, ha minacciato di dimettersi in seguito alla decisione della Casa Bianca di licenziare il capo dell’Fbi, James Comey. Il presidente Donald Trump aveva convocato Rosenstein e Jeff Sessions alla vigilia della decisione. 

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Il racconto di come l’amministrazione Trump era arrivata alla scelta di togliere l’incarico a Comey aveva dipinto il vice ministro della Giustizia come il principale promotore del licenziamento. Rosenstein ha precisato che il presidente aveva chiesto consulto a lui e a Sessions per elaborare una strategia di azione nei confronti del direttore dell’Fbi la cui rimozione era comunque già stata decisa.

Trump aveva comunicato la sua decisione di rimuovere Comey il 9 maggio soprattutto perché non condivideva le sue indagini sul cosiddetto Russiagate, lo scandalo che ha rivelato possibili contatti tra il presidente e il governo russo durante la campagna elettorale del 2016. 

L’amministrazione Trump non è stata compatta sulla figura di Comey. Steve Bannon e Reince Piebus hanno invitato il presidente alla prudenza e ad aspettare un momento più opportuno. A spingere per la rimozione era stato soprattutto il genero di Trump Jared Kushner. 

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