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Ottantadue studentesse di Chibok sono state liberate da Boko Haram in Nigeria

Le ragazze erano state rapite 3 anni fa dagli estremisti. Si tratta del numero più consistente di persone finora rilasciate. Almeno un centinaio mancano all'appello

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I miliziani dell’organizzazione estremista nigeriana Boko Haram hanno annunciato di aver rilasciato 82 delle 276 studentesse rapite nell’aprile del 2014, a Chibok, nella Nigeria nord-orientale. Secondo fonti citate dalla stampa locale, il rilascio è il risultato di negoziati tra il gruppo islamico e il governo federale.

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La notizia è stata poi diffusa dalla BBC, che ha rivelato di aver ricevuto un messaggio da un soldato la cui identità non è stata resa pubblica, il quale ha dichiarato che oltre 80 ragazze di Chibok erano tenute sotto stretta sorveglianza in una base militare vicino al confine con il Camerun. 

Immediata la reazione delle autorità nigeriane e del presidente Muhammadu Buhari, che ha fatto sapere di attendere l’arrivo delle ragazze domenica 7 maggio. Le studentesse per il momento si trovano a Banki, nello stato di Borno, per essere sottoposte a dei controlli medici prima di essere trasferite a Maiduguri, capitale dello stato di Borno. All’appello mancano ancora un centinaio di studentesse. 

Il rapimento delle 276 studentesse nigeriane avvenuto tre anni fa aveva scatenato un’enorme reazione sui social media, a cui era seguita un’imponente campagna per il loro rilascio che aveva visto anche la mobilitazione di numerosi personaggi famosi, tra cui l’allora first lady americana Michelle Obama.

Nel corso di questi anni, alcune decine sono state liberate, ma questa è la prima volta che un gruppo così consistente  di studentesse è stato rilasciato. La liberazione delle ragazze è avvenuto in seguito al rilascio da parte delle autorità governative di un numero non ben definito di sospetti miliziani attivi tra le fila di Boko Haram. 

“È una buona notizia questa, abbiamo aspettato a lungo per riceverla, ma speriamo che anche le altre ragazze tenute prigioniera possano essere rilasciare al più presto”, ha commentato il pastore cristiano Enoch Mark, le cui due figlie erano state rapite, all’agenzia di stampa Afp. 

Secondo quanto riferito da un portavoce del presidente nigeriano Buhari, quest’ultimo si è detto profondamente grato per il lavoro svolto dalle agenzie di sicurezza, dai militari, dal Comitato internazionale della Croce Rossa e dalle organizzazioni non governative locali e internazionali, per aver “giocato” un ruolo decisivo nell’operazione. 

Le prime informazioni su un possibile rilascio di un gruppo consistente di giovani studentesse nigeriane nelle mani di Boko Haram era cominciata a circolare sabato 6 maggio, ma la conferma è arrivata successivamente. 

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