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Perché odio mio zio Adolf Hitler
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Perché odio mio zio Adolf Hitler

Un articolo pubblicato nel 1939 dal nipote del Führer è stato venduto per oltre 700 sterline. Nel testo sono descritti momenti di vita privata di Hitler

06 Mag. 2017

Un articolo scritto dal nipote di Adolf Hitler è stato venduto per oltre 700 sterline da un rivenditore canadese tramite il sito AbeBooks. L’autore si chiamava William Patrick Hitler ed era il figlio di Alois, fratellastro del Führer. William fu costretto a fuggire negli Stati Uniti dopo aver tentato di ricattare il leader nazista minacciando di rivelare informazioni sulla sua vita privata ai giornali.

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Il padre di William sposò l’irlandese Brigid Dowling e con la moglie si trasferì a Liverpool, dove William Patrick nacque nel marzo 1911. Pochi anni dopo Alois lasciò la moglie e il figlio e tornò in Germania dove si risposò.

L’articolo, intitolato Why I hate my uncle (Perché odio mio zio), fu pubblicato sulla rivista Look nel numero uscito il 4 luglio del 1939 e descrive la vita di Hitler nella sua residenza di montagna a Berchtesgaden, rivelando alcuni aneddoti piuttosto interessanti – per esempio il modo in cui Adolf utilizzava la frusta e come si “intratteneva con belle donne”.

Il pezzo è stato scritto due mesi prima dell’inizio della Seconda guerra mondiale, quando William viveva già negli Usa con la madre, e racconta alcuni dettagli che soltanto un parente di Hitler avrebbe potuto conoscere. In particolare, parla di una visita del nipote nella dimora del Führer nel 1936.

William giunse lì insieme a degli amici e gli fu chiesto di dirigersi in giardino. “Stava prendendo del tè in compagnia di belle donne. Quando ci vide si alzò e, con un colpo di frusta, colpì dei fiori. Colse l’occasione per avvertirmi di non dire mai di essere suo nipote, poi tornò dai suoi ospiti fendendo l’aria con la frusta”, scrive l’autore.

Nella didascalia di una foto autografata del Führer, riportata nell’articolo, il nipote di Hitler ha scritto: “Avevamo torte e panna montata, il suo dessert preferito. Sono rimasto colpito dalla sua profondità, dai suoi gesti femminili. C’era della forfora sul suo cappotto”.

William Patrick crebbe nel Regno Unito ma non fu semplice: il suo cognome non era visto di buon occhio, soprattutto negli anni Trenta, quando le SA, le squadre d’assalto naziste, presero il potere e la notorietà mondiale di Adolf Hitler crebbe notevolmente.

Il nipote si trasferì in Germania dove cercò di trovare un’occupazione migliore, ma quando scrisse allo zio per chiedergli un lavoro, il leader nazista lo accusò di ricatto. Avrebbe infatti minacciato di dire alla stampa che il nonno paterno di Hitler era in realtà un mercante ebreo. Quando William capì che per trovare lavoro avrebbe dovuto prendere la cittadinanza tedesca lasciò la Germania e nel 1939 si trasferì negli Stati Uniti.

Gli articoli scritti da William sullo zio a partire dal 1931 non andavano a genio al Fuhrer, che una volta convocò a Berlino il nipote, accompagnato dalla zia e dal padre. “Era furioso”, racconta William nel pezzo per la rivista Look. “Mi ha fatto promettere di ritirare i miei articoli, minacciando di uccidersi se fossero trapelati altri dettagli della sua vita privata”.

William Patrick descrive inoltre una visita a Berlino, quando la famiglia Hitler sta affondando un brutto periodo a seguito della morte della nipote di Adolf. “Quando ho visitato Berlino nel 1931, la sua famiglia stava attraversando una fase turbolenta. Geli Raubal, figlia della sorella di Hitler e di mio padre, si era suicidata. Tutti sapevano che aveva avuto una relazione con Hitler e che aspettava un figlio da lui. Questo infastidiva molto mio zio. La sua revolver è stata trovata vicino il corpo della nipote”.

William Patrick visse un po’ nel Queens a New York prima di decidere di cambiare nome nel 1946. Sposò la sorella tedesca di un amico, con la quale mise su famiglia nella contea di Suffolk, a Long Island. Morì a New York nel 1987.

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