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Da Instagram al bestseller, le mie poesie danno voce alle donne che hanno subito violenza

La poetessa Rupi Kaur è autrice di un libro che ha venduto oltre un milione di copie ed è rimasto per settimane in testa alle classifiche negli Usa. L'intervista di TPI

Immagine di copertina

Aveva fatto parlare di sé in tutto il mondo quando una sua foto con le mestruazioni, pubblicata come parte di un progetto di ricerca sull’arte visiva, era stata rimossa da Instagram. Ora la poetessa e illustratrice canadese di origini indiane sikh Rupi Kaur, 24 anni, è tornata con un libro che ha sorpreso tutti vendendo oltre un milione di copie e restando nella classifica dei best seller del New York Times per oltre nove mesi.

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La raccolta di poesie e testo in prosa si chiama milk and honey ed è arrivata in Italia a marzo 2017. Anche stavolta tutto è partito dai social network, e in particolare da Instagram, dove Rupi Kaur pubblicava poesie e brevi storie con le illustrazioni.

“Ho cercato di creare un certo branding intorno al mio lavoro, in modo che avesse elementi che lo rendessero riconoscibile”, spiega l’autrice a TPI mentre si trova in Italia come parte del suo tour promozionale. “Pubblicavo qualcosa un paio di volte a settimana, per condividere i miei pensieri. Solo la mia famiglia e i miei amici mi seguivano. Poi ho iniziato a condividere sempre di più”.

“Ho raggiunto un momento in cui le persone che mi seguivano mi scrivevano chiedendo come potessero supportare il mio libro, ma io non avevo un libro. E così ho passato un paio di mesi a mettere tutto insieme e poi l’ho autoprodotto”.

Il libro esce la prima volta a novembre 2014, e quando a ottobre 2015, viene pubblicato da un editore americano, il successo è istantaneo.

Al centro della raccolta ci sono femminilità, perdita, trauma, violenza e guarigione. Proprio quest’ultimo concetto ispira il titolo del libro. “Latte e miele sono rimedi naturali. Mio padre li usava con me quando stavo male”.

Il libro milk and honey si divide in quattro capitoli. Ognuno tratta una sofferenza diversa e guarisce un dolore diverso, accompagnando il lettore nei momenti amari della vita e consentendogli di trovare la dolcezza nascosta anche dove non sembra.

“La mia voglia di esprimermi viene dal fatto che quando sono arrivata in Canada dall’India non riuscivo a parlare inglese con i compagni di classe e non capivo cosa mi dicevano. Quando senti di non avere una voce per molto tempo, poi desideri ardentemente trovare la tua”.

Rupi Kaur inizialmente voleva fare l’avvocato. “Non avevo mai pensato di poter essere una scrittrice a tempo pieno ma poi è arrivato il libro e così ho cambiato idea”.

“Ora scrivo per me stessa e quando mi focalizzo su argomenti come la violenza o gli abusi sessuali provo a dare una voce alle donne, a tutte le donne, alle amiche o a persone della mia famiglia che hanno avuto queste esperienze”.

Una particolarità delle sue poesie è che Rupi Kaur non usa le maiuscole né la punteggiatura. Nella lingua punjabi, quella della sua famiglia, non esiste la differenza tra maiuscole e minuscole, tutte le lettere sono trattate allo stesso modo. L’artista riporta questa democrazia nelle sue poesie.

La sua attenzione, invece, è tutta per le donne, per le loro ferite e la loro coscienza. “Assolutamente mi definisco una femminista e penso che la nostra società abbia ancora bisogno del femminismo perché siamo molto lontani dall’uguaglianza”.

Qui il profilo Instagram di Rupi Kaur. Qui sotto alcuni suoi testi.

 

 

 

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