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Cos’hanno chiesto gli studenti di Harvard a Luigi Di Maio
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Cos’hanno chiesto gli studenti di Harvard a Luigi Di Maio

Di Maio ha parlato per circa 20 minuti leggendo un testo in inglese. In seguito ha risposto alle domande del professore Archon Fung e degli studenti dell'università

04 Mag. 2017

Si è svolto il 3 maggio l’atteso incontro tra il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio e gli studenti dell’Università di Harvard, Massachusetts, all’interno di un evento intitolato A Conversation with Luigi Di Maio: Understanding the Five Star Movement and the Role of Direct Democracy in Italy.

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L’intervento di Di Maio è stato organizzato da Yes Europe Lab, un laboratorio creato da studenti dell’ateneo di origine europea, ed è stato moderato dal professor Archon Fung, professore di democrazia e cittadinanza alla Harvard Kennedy School of Government.

Fung ha esordito dicendo di aver ricevuto diverse proteste per l’invito rivolto a Di Maio, ma ha difeso la sua scelta spiegando agli studenti presenti che fosse “estremamente importante confrontarsi anche con esponenti politici con punti di vista molto diversi dai nostri”, e scherzando rispetto al fatto che “gli eventi con rappresentanti di movimenti conservatori e populisti sono rari quanto gli unicorni qui”. 

“Abbiamo avuto spesso ospiti di centrosinistra, qualche volta di centrodestra, a volte populisti di centrosinistra, ma non un populista considerato di destra, anche se lei probabilmente non accetterà questa definizione”, ha detto Fung.

Dopo un’introduzione del professore, in cui è stata raccontata la storia del Movimento 5 Stelle e la sua ascesa dalla fondazione alle ultime vicende politiche, Di Maio ha preso la parola lodando l’Università di Harvard per il suo contributo al sapere mondiale, e ha poi rievocato la sua esperienza di giovane appassionato di politica ispirato a candidarsi dalla comparsa sulla scena del movimento fondato da Beppe Grillo.

Di Maio ha parlato per circa 20 minuti leggendo un testo in inglese, e in seguito ha risposto in italiano, con l’aiuto di un’interprete, alle domande di Fung e degli studenti. 

Tra le domande, un commento del professore sulla possibile mancanza di leadership e di strategia in un sistema di democrazia diretta, al quale Di Maio ha risposto che, dopo aver preso delle decisioni attraverso quel metodo, la strategia a medio e lungo termine consiste nel programma di governo, che non prevede una democrazia diretta quotidiana su qualsiasi tema, ma solo su quelli particolarmente sentiti.

Di Maio ha ricordato l’ambizione del Movimento Cinque Stelle di non avere un leader, ma ha difeso la presenza di un garante che faccia rispettare alcune “poche regole legate principalmente a trasparenza, codice etico e soprattutto a un legame col Movimento, ovvero il non passare ad altri gruppi politici una volta eletti”.

Uno studente francese ha attaccato le posizioni antieuropeiste del Movimento, ricordando di come i suoi progenitori abbiano ucciso altri cittadini europei, nello specifico tedeschi, nelle guerre del passato, e di come l’Unione europea sia quindi da tutelare visti i risultati di pace e collaborazione raggiunti.

“Non voglio distruggere l’Unione europea, ma riportarla ai suoi valori fondanti, cambiandola nei suoi parametri economici che in nome dell’austerity, stanno oggi impoverendo soprattutto i paesi del sud”, ha risposto Di Maio, ricordando le differenze tra Unione europea e adesione all’euro come valuta.

C’è stata anche una domanda da parte di un ricercatore napoletano che ha dichiarato di avere la stessa età di Di Maio, che ha evidenziato la percepita avversità del Movimento e in generale dei nuovi populismi agli “esperti”, facendo notare anche esplicitamente il basso livello d’istruzione dell’onorevole, come quello dell’onorevole Paola Taverna, ex assistente in un laboratorio di analisi romano che dovrebbe prendere decisioni su temi come i vaccini, sui quali i ricercatori sarebbero più preparati.

Di Maio ha replicato dicendosi onorato dell’invito ad Harvard nonostante la sua poca preparazione accademica, e ha dichiarato che, posto che ognuno ha diritto alle proprie opinioni al di là del titolo di studio, lui stesso fa parte oggi di quella generazione che avrebbe voluto avere più tempo per formarsi e intraprendere la carriera politica con più strumenti, ma “gli esperti” hanno ridotto il paese in uno stato tale da non rendere possibile di “organizzarsi con lentezza”.

Questo il video integrale dell’evento:

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