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Cinque rivelazioni di Quentin Tarantino per i 25 anni delle Iene

Il regista e gli attori hanno raccontato alcuni segreti di uno dei classici cinematografici degli anni Novanta, durante un incontro al Tribeca Film Festival di New York

Immagine di copertina

Per festeggiare il venticinquesimo anniversario di Le iene (Reservoir Dogs), il film che nel 1992 lanciò la carriera di Quentin Tarantino, venerdì 28 aprile il regista si è riunito con il cast formato da Harvey Keitel, Tim Roth, Michael Madsen e Steve Buscemi per un incontro col pubblico al Tribeca Film Festival di New York.

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Nell’occasione, dopo la proiezione della pellicola, Tarantino e i suoi attori hanno raccontato come siano arrivati a realizzare uno dei classici cinematografici degli anni Novanta con un budget bassissimo, e hanno rivelato molti segreti sul film di culto.

Ecco alcune delle rivelazioni di Tarantino riportate dall’Hollywood Reporter:

Il debutto del film al Sundance Film Festival fu “un disastro”.

Secondo il regista, la proiezione nel 1992 del film al famoso festival di cinema indipendente fu rovinata dagli inconvenienti tecnici.

La sala non aveva il proiettore adatto per il formato del film, abbassando notevolmente la qualità dell’immagine. Arrivato il culmine della pellicola, improvvisamente si accesero le luci in sala. Proprio sul finale, ci fu un black out di corrente che interruppe momentaneamente la proiezione.

Diverse persone uscivano dal cinema, tra cui il regista horror Wes Craven.

Tarantino seguì le proiezioni del film per diversi mesi nei vari festival mondiali, e ogni volta teneva il conto di quante persone uscivano dal cinema, in particolare durante la famosa scena di tortura di Mr. Blonde.

A quanto pare, durante una proiezione furono addirittura 33 gli spettatori ad andarsene. Quando fu proiettato al festival di cinema horror di Sitges, uscirono cinque persone tra cui Wes Craven, il regista di Nightmare e Scream. “Il mio film era troppo pesante anche per lui”, ha commentato scherzosamente Tarantino. 

Tom Waits fece un provino per uno dei ruoli principali.

Il grande cantautore californiano Tom Waits, che in più di un’occasione ha anche recitato (per esempio in Daunbailò di Jim Jarmusch e nel Dracula di Francis Ford Coppola), era interessato a fare la parte di uno dei gangster protagonisti.

Secondo Tarantino, Waits gli disse che la sceneggiatura “era ottima, come una poesia”, e il regista lo considerò il complimento “più profondo” ricevuto sul suo film, visto che veniva “proprio da un poeta”. Alla fine Tarantino puntò su alcuni attori più giovani, tra cui Steve Buscemi, che proprio grazie al film trovò la notorietà internazionale.

Gli attori volevano interpretare altri personaggi.

Tranne Tim Roth, che da subito sentì di voler interpretare Mr. Orange, i protagonisti inizialmente erano interessati a un personaggio diverso da quello che poi interpretarono. Harvey Keitel per esempio inizialmente voleva il ruolo di Mr. Blonde, Michael Madsen quello di Mr. Pink, ma Tarantino gli disse che avrebbe potuto far parte del film solo nel ruolo del sadico Mr. Blonde. Questo fece sì che, a detta dell’attore, da quel momento in poi fu sempre considerato solo per le parti da “cattivo”.

Il ballo di Mr. Blonde fu improvvisato.

La scena probabilmente più nota del film, quella in cui Michael Madsen nei panni di Mr. Blonde tortura un poliziotto con un coltello e nel frattempo balla sulle note di Stuck in the Middle with You, fu in parte improvvisata il giorno della ripresa.

Nella sceneggiatura c’era scritto soltanto “Mr. Blonde si mette a ballare in maniera maniacale”, e Madsen non aveva mai provato il ballo in questione, né ascoltato la canzone in sottofondo. Quando la scena fu girata, pensò a un ballo visto in un vecchio film con Jimmy Cagney, e il risultato fu buono, visto che furono solo tre le riprese totali.

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