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La guardia di finanza ha accusato Amazon di un’evasione delle tasse da 130 milioni di euro

Il colosso dell'e-commerce, che ha respinto le accuse, non avrebbe versato le tasse dovute fino al 2014

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La guardia di finanza italiana ha accusato Amazon di aver evaso le tasse per 130 milioni di euro. Il periodo a cui si riferisce la presunta evasione fiscale è quello compreso tra il 2009 e il 2014.

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Fino a quell’anno il colosso dell’e-commerce aveva sede legale in Lussemburgo. A indagare sulla vicenda è la procura di Milano. L’azienda di Jeff Bezos ha ottenuto ricavi per 2,5 miliardi di euro in Italia in quei quattro anni. 

L’azienda ha risposto alle accuse con una nota in cui ha precisato di aver sempre versato quanto dovuto nei vari paesi in cui è operativa. Per quanto riguarda l’Italia, ha sottolineato: “Abbiamo investito in Italia più di 800 milioni di Euro dal 2010 e attualmente abbiamo una forza lavoro a tempo indeterminato di oltre 2.000 dipendenti”.

Amazon ha aggiunto che il calcolo delle tasse da pagare deve essere fatto sugli utili e non sui ricavi: “I nostri utili sono rimasti bassi a seguito degli ingenti investimenti e del fatto che il business retail è altamente competitivo e offre margini bassi”, si legge ancora nella nota.

L’azienda di vendite online non è la prima ad attirare accertamenti fiscali da parte della guardia di finanza. Nel 2016 era toccato a Google che era stata accusata di omessa dichiarazione dei redditi con un’evasione di 300 milioni di euro. Vicenda analoga anche per Apple che aveva però raggiunto un accordo con il fisco italiano versando 318 milioni di euro.

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