Cosa sappiamo sui presunti legami tra Ong e trafficanti nel Mediterraneo
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Cosa sappiamo sui presunti legami tra Ong e trafficanti nel Mediterraneo

Dopo il caso sulle organizzazioni umanitarie che avrebbero contatti con i criminali libici TPI fa un po' di chiarezza

28 Apr. 2017  

Nel Mediterraneo sono attive diverse organizzazioni non governative (Ong) che salvano i migranti che rischiano di naufragare mentre provano a raggiungere l’Europa dalla Libia. Da qualche giorno queste organizzazioni sono finite al centro del dibattito pubblico dopo le parole del procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, che sta indagando su una presunta collusione tra operatori umanitari e gruppi di scafisti libici. Il magistrato ha inoltre avanzato la possibilità che alcune Ong siano finanziate dai criminali libici.

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A ventilare l’ipotesi di un ruolo non chiaro delle Ong nel salvataggio dei migranti che sono diretti sulle nostre coste è stato anche il Movimento cinque stelle e in particolare il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, il quale ha chiesto che alle navi delle organizzazioni umanitarie sia imposto un regime di regole paragonabile a quello osservato dalla Marina militare.

Diverse Ong, tra cui anche Medici senza frontiere, hanno espresso la loro indignazione sulle dichiarazioni di Di Maio e in difesa delle organizzazioni umanitarie si è mosso anche lo scrittore Roberto Saviano. Contro le affermazioni del procuratore Zuccaro si sono schierati il ministro della Giustizia Andrea Orlando e quello dell’Interno Marco Minniti, che hanno invitato il magistrato a non generalizzare. Ma cosa sappiamo, e cosa non sappiamo, della presunta connessione tra ong e trafficanti di esseri umani?

Le indagini

Il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro è titolare di una delle indagini della magistratura sulle attività delle organizzazioni non governative impegnate nel salvataggio di migranti in mare. Il pm ha detto di essere venuto a conoscenza di contatti tra gli scafisti libici e alcune Ong attraverso intercettazioni che non possono essere prodotte in giudizio come prova.

In particolare, il magistrato ha parlato di una conversazione diretta in lingua araba tra soggetti che si trovano sulla terraferma in Libia e operatori delle Ong. I primi annunciavano l’imminente partenza dei gommoni, gli altri dichiaravano di essere pronti a recuperare i migranti.

Le informazioni di Zuccaro confermerebbero ripetuti interventi delle Ong all’interno delle acque territoriali libiche e di episodi in cui alcune navi spengono i trasponder, il segnale radar che segnala il tracciato delle navi, per non essere rintracciati.

Il procuratore ha sottolineato che non si riferisce all’operato di Ong di fama consolidata come Medici Senza Frontiere e Save the Children. Piuttosto i sospetti riguardano altre organizzazioni umanitarie, nate da poco, che conterebbero su importanti disponibilità finanziarie. In un’intervista di Repubblica del 28 aprile 2017 il magistrato ha fatto riferimento a un’organizzazione chiamata Moas, che spenderebbe 400mila euro al mese.

Le indagini sono solo ha un livello iniziale.

“Da magistrato ho il preciso dovere di denunciare un fenomeno”, ha detto Zuccaro.“A mio avviso alcune Ong potrebbero essere finanziate dai trafficanti e so di contatti. Un traffico che oggi sta fruttando quanto quello della droga. Forse la cosa potrebbe essere ancora più inquietante”.

“Si perseguono da parte di alcune Ong finalità diverse: destabilizzare l’economia italiana per trarne dei vantaggi”, ha spiegato il procuratore. “Se l’informazione è corretta, questo corto circuito non si può creare, salvo per effetto di persone che vogliono creare confusione”.

La procura di Catania non è la sola a indagare: altre due inchieste sono in corso a Palermo e Trapani e un’indagine conoscitiva è in atto alla commissione Difesa del Senato.

La polemica

“Spero che la procura di Catania parli attraverso le indagini, gli atti, perché credo sia il modo migliore”, ha detto commentando le dichiarazioni di Zuccaro il ministro della Giustizia Andrea Orlando. “Se il pm ha elementi in questo senso faremo una valutazione. In generale, non è giusto ricostruire la storia delle ong come la storia di collusi con i trafficanti, è una menzogna”.

“Si tratta di evitare generalizzazioni e giudizi affrettati, attenendosi quindi a una rigorosa valutazione degli atti”, ha detto il ministro dell’Interno Marco Minniti alla Camera. “Anche il governo ha aperto un canale di scambio informativo con la Commissione Ue, l’agenzia Frontex e il Servizio diplomatico dell’Unione europea per condividere ogni elemento utile a un quadro aggiornato. Analoga attività di indagine sull’impatto delle ong sui flussi migratori svolge la commissione Difesa del Senato che ha preannunciato sue conclusioni entro la prima settimana di maggio”. 

Il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio ha preso invece le difese del procuratore Zuccaro.

Lo scrittore Roberto Saviano si è schierato in favore delle organizzazioni umanitarie mettendo in luce che quelli espressi dal procuratore sono ipotesi investigative e che lui stesso ha detto di non avere prove che possono essere prodotte in giudizio.

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