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È vero che un branco di cinghiali ha ucciso tre miliziani dell’Isis in Iraq?

Otto jihadisti stavano preparando un agguato contro le tribù locali, quando sono stati travolti dai suini selvatici. La notizia è confermata da fonti locali

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Il 26 aprile si è diffusa la notizia che tre jihadisti del sedicente Stato Islamico sono stati uccisi da un branco di cinghiali. Otto combattenti dell’Isis si erano nascosti fra i canneti che si estendono lungo la regione irachena di al-Rashad, a 80 chilometri da Kirkuk. Erano impegnati a preparare un agguato contro le tribù locali anti-Isis, quando sono stati travolti dagli animali.

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A diffondere la notizia è stato Sheik Anwar al-Assi, capo di una delle brigate tribali dell’area, che tre anni fa si erano rifugiati in montagna dopo la conquista della città limitrofa di Hawija da parte dell’Isis. 

A riportare per primo la vicenda dei miliziani uccisi dal branco di suini selvatici è stato un sito in lingua araba, al-Sumaria News, che ha citato fonti locali non identificate, poi rilanciata dal britannico The Times che ha intervistato al-Assi.  

“Probabilmente i loro movimenti hanno disturbato un branco di cinghiali che vivono nell’area, così come nei campi di mais vicini. Infatti, l’area è piena di canneti che sono ottimi per nascondersi”, ha dichiarato al-Assi.

La notizia si è poi diffusa a macchia d’olio ed è stata citata da numerosi network e giornali internazionali, tra i quali il settimanale britannico Newsweek. Inoltre, sempre secondo al-Sumaria News, i miliziani dell’Isis si sarebbero poi vendicati sui suini, ma non è chiaro in che modo. 

Negli ultimi mesi i combattenti del sedicente Stato islamico hanno ripreso l’avanzata nell’area di Kirkuk in quanto il governo centrale, nonostante i ripetuti appelli delle autorità locali, sta concentrando tutte le sue forze per strappare ai miliziani la roccaforte di Mosul. 

I combattenti dell’Isis hanno praticato nella zona ripetute esecuzioni di sfollati in fuga verso i campi per i rifugiati e di civili accusati di collaborare con le forze di sicurezza irachene. Secondo il sito in lingua araba che ha rilanciato per primo la notizia, l’episodio risale a domenica 23 aprile 2017. Sulla base del racconto fornito dal capo della tribù locale, i corpi dei miliziani sono stati rinvenuti da un gruppo di rifugiati che fuggono via dalla violenza e dalla guerra. 

“I tre combattenti dell’Isis erano vicino all’area sotto il controllo dei peshmerga di al-Rashad, quando sono incappati nel branco di cinghiali che li ha uccisi”, ha raccontato un combattente curdo dei Peshmerga al Telegraph. “Alcuni rifugiati hanno visto i loro corpi sul bordo di una fattoria nel mentre che fuggivano. Pochi giorni dopo l’episodio, miliziani dell’Isis hanno iniziato a uccidere tutti i suini della zona”. 

La notizia è stata confermata dalle autorità locali, le quali hanno precisato che finora non si sono mai registrati incidenti del genere nella regione. Tuttavia, gli animali sono conosciuti per i loro attacchi implacabili e feroci, che possono causare la morte. 

“Il cinghiale ha un metodo tipico di attacco: quando ha localizzato una preda corre in avanti mostrando le zanne verso l’animale che intende attaccare, travolgendolo con tutta la sua forza e infliggendo delle lesioni. Poi si ferma, prende posizione e attacca nuovamente la vittima”, ha spiegato uno studioso a Newsweek

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