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Perché Beppe Grillo è una delle cause della scarsa libertà di stampa in Italia
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Perché Beppe Grillo è una delle cause della scarsa libertà di stampa in Italia

Nel rapporto sulla libertà di stampa del 2017, Rsf denuncia un livello di violenza allarmante, sottolineando che politici come Grillo discreditano i cronisti non graditi

26 Apr. 2017

La libertà di stampa in Italia è sempre stata uno degli argomenti preferiti di Beppe Grillo e del Movimento Cinque Stelle per screditare una categoria dichiarata ostile da uno dei partiti più votati in Italia.

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Proprio il fondatore del Movimento, a gennaio 2017, proponeva l’istituzione di una giuria popolare per determinare la “veridicità delle notizie pubblicate dai media”. “Se una notizia è dichiarata falsa, il direttore della testate, a capo chino, deve fare pubbliche scuse e riportare la versione corretta dandole la massima evidenza in apertura del telegiornale o in prima pagina se cartaceo”, scriveva in un post da lui firmato sul Blog delle Stelle. “Così forse abbandoneremo il 77esimo posto nella classifica mondiale per la libertà di stampa”.

Il dato citato da Grillo è riferito alla rapporto di Reporter sans Frontieres del 2016, quando l’Italia risultava essere 77esima su 180 paesi presi in esame. Numero sensibilmente cambiato nel 2017. Nel rapporto pubblicato il 26 aprile 2017 l’Italia risulta essere 52esima, salendo di 25 posizioni.

L’Italia rimane in una posizione bassa, tra gli ultimi paesi dell’Unione europea. “Sei giornalisti italiani sono ancora sotto la protezione della polizia 24 ore su 24, soprattutto per le minacce di mafia e gruppi fondamentalisti”, si legge nel rapporto.

Continuando la lettura, il riferimento è ancora più specifico: “Il livello di violenza contro i giornalisti (incluse le intimidazioni verbali e fisiche e le minacce) sono allarmanti, soprattutto se politici come Beppe Grillo del Movimento Cinque Stelle non esitano a pubblicare i nomi dei giornalisti che non gli piacciono”. 

Eppure, negli ultimi anni Grillo e i leader del Movimento non avevano esitato, in varie occasioni pubbliche oltre che nei post in rete e sui social, ad attaccare i giornalisti italiani, citando proprio il dato del report del 2016 sulla libertà di stampa nel mondo.

“L’informazione italiana è al 77esimo posto nella classifica sulla libertà di stampa stilata ogni anno da Reporter Senza Frontiere. Per capire il perché abbiamo provato a porre qualche domanda al direttore del Tg1 Mario Orfeo”, scriveva in un post su Facebook (che rimanda a un video) il Movimento Cinque Stelle. Post condiviso dallo stesso Beppe Grillo l’11 aprile 2017.

Credit: Facebook/Beppe Grillo

“In Italia c’è una delle informazioni peggiori del mondo occidentale e non solo”, si leggeva sul blog di Grillo in un post in cui si commentava la notizia del 77esimo posto dell’Italia nella graduatoria di Rsf del 2016.

Più volte Grillo ha sostenuto che il dato sulla poca libertà di stampa fosse dovuto al fatto che “giornali e tg sono i primi fabbricatori di notizie false nel paese con lo scopo di far mantenere il potere a chi lo detiene”, come scritto a gennaio 2017 sul suo blog.

Durante i comizi in piazza, più volte gli esponenti di spicco del Movimento Cinque Stelle hanno attaccato i giornalisti, colpevoli di riportare notizie false e di non essere indipendenti e di essere perciò la causa del 77esimo posto del 2016 nella libertà di stampa nel mondo.

Ma quasi in nessuna occasione gli stessi esponenti hanno spiegato che quella posizione era dovuta soprattutto alle minacce subite dai cronisti, a coloro che vivono sotto scorta e al ruolo della mafia. 

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