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Perché le Ong che aiutano i migranti in mare sono al centro di un’accesa polemica

Secondo il M5S, le Ong avrebbero un ruolo oscuro e contribuirebbero ad aumentare gli sbarchi in Sicilia. Roberto Saviano è invece intervenuto per difenderle

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Ong è l’acronimo di organizzazione non governativa. Si tratta di organizzazioni senza fini di lucro indipendenti dagli stati e dai governi internazionali. Solitamente vengono finanziate da donazioni e gestite da personale volontario.

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Esistono diverse tipologie di Ong impegnate in attività di vario tipo. Attualmente sul territorio dell’Unione europea esistono diverse ong impegnate nel supporto ai migranti che giungono nel continente fuggendo da guerre, carestie e persecuzioni politiche.

Negli ultimi giorni il Movimento 5 Stelle ha sferrato un duro attacco alle organizzazioni non governative impegnate a salvare le vite dei migranti nel mar Mediterraneo, alcune delle quali stanno con le loro navi, qualcuna anche con droni e aerei, a pattugliare il tratto di Mediterraneo davanti alla Libia. 

Secondo il partito di cui fa parte il vice presidente della Camera, Luigi Di Maio, le Ong avrebbero un ruolo oscuro e contribuirebbero ad aumentare gli sbarchi in Sicilia. 

“Negli ultimi giorni l’Italia ha registrato un record di sbarchi senza precedenti. In poco più di 72 ore circa 8mila migranti sono approdati in Sicilia dopo una lunga traversata in mare. Numeri impressionanti, sopratutto se si considera che nel 2016 c’è stato un vero e proprio boom di arrivi sulle nostre coste: secondo i dati del Viminale, l’anno si è infatti chiuso con 181.436 arrivi. Nel 2017, con questi numeri, gli sbarchi potrebbero raddoppiare”, si legge nel post pubblicato sul blog di Beppe Grillo.

Ad indagare sul tipo di attività condotta dalle Ong è intervenuta anche la procura di Catania che, attraverso un’intervista rilasciata dal procuratore capo Carmelo Zuccaro al quotidiano la Stampa, ha posto l’accento su presunti legami tra le organizzazioni che operano nel soccorso in mare dei migranti e gruppi di scafisti libici.

“Abbiamo evidenze che tra alcune Ong e i trafficanti di uomini che stanno in Libia ci sono contatti diretti non sappiamo ancora se e come utilizzare processualmente queste informazioni ma siamo abbastanza certi di ciò che diciamo; telefonate che partono dalla Libia verso alcune Ong, fari che illuminano la rotta verso le navi di queste organizzazioni, navi che all’improvviso staccano i trasponder sono fatti accertati”, ha dichiarato il procuratore.

Dalle accuse lanciate da Movimento 5 Stelle è nata una polemica che ha coinvolto anche il giornalista e scrittore Roberto Saviano e che si è svolta a colpi di tweet, post su Facebook e interviste sui quotidiani tra il vice presidente della Camera Lugi Di Maio e il giornalista.

Roberto Saviano si è lanciato in prima persona a difesa dell’attività delle Ong additando il partito di Grillo di diffondere accuse populiste tese esclusivamente a raccogliere voti. 

Sul tema è intervenuta anche Milena Santerini di Democrazia solidale e presidente di Alleanza contro l’intolleranza e il razzismo del Consiglio d’Europa.

“Le accuse contro le Ong che salvano vite nel Mediterraneo servono solo a coprire l’impotenza delle istituzioni internazionali davanti alle 30mila vittime degli ultimi anni. Attaccare indistintamente le Ong che intervengono in questa tragedia, come fanno i 5 stelle, serve a speculare politicamente e alimenta la sfiducia verso chi agisce concretamente per proteggere persone in pericolo. Mentre Frontex si limita a proteggere i confini e l’Europa assiste indifferente, indigna che l’asse politico 5 stelle-Lega attacchi il mondo del volontariato. Si può solo parlare, come ha fatto papa Francesco davanti al dramma dei profughi, di ‘vergogna’”, ha dichiarato la presidente tramite una nota stampa.

A sedare gli animi è intervenuta anche la Guardia di Finanza in commissione Difesa al Senato che venerdì 21 aprile ha fugato i dubbi sulle Ong attaccate dal Movimento 5 Stelle: “Ad oggi, allo stato attuale delle nostre conoscenze, non ci sono evidenze investigative tali da far emergere collegamenti di sorta fra Ong e organizzazioni che gestiscono il traffico di migranti o ambienti comunque vicini”, ha spiegato il generale Stefano Screpanti.

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