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Facebook vuole davvero leggere la vostra mente?

Il famoso social network ha annunciato che sta lavorando a un sistema in grado di trascrivere i pensieri degli utenti, ma cosa dice la scienza a riguardo?

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Gli ingegneri del Facebook’s Building 8, il misterioso laboratorio creato per competere con Google X, sono al lavoro per creare un sistema di comunicazione telepatica.

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L’annuncio è stato fatto da Regina Dugan, la responsabile della ricerca e sviluppo di Facebook, durante una conferenza dell’F8.

“E se potessi scrivere utilizzando solo il mio cervello? Sembra impossibile, ma è più vicino di quanto pensiate”, ha dichiarato Dugan durante la presentazione, in cui ha elencato i dettagli tecnici del progetto.

Sessanta ingegneri lavoreranno nei prossimi due anni per creare un sistema che ci permetterà di trascrivere i nostri pensieri su Facebook con la stessa facilità con cui si condivide un post.

Mark Zuckerberg e la sua compagnia stanno creando ciò che chiamano brain-computer interface (Bci), o interfaccia neurale, in grado di catturare l’attività cerebrale per mezzo di elettrodi collocati sulla testa o impiantati nel cervello per poi trascrivere i pensieri in comandi per il computer.

L’interfaccia neurale è impiegata nell’ingegneria biomedica e nella neuroingegneria per aiutare le persone con handicap fisici.

Il sistema che Zuckerberg vuole creare in realtà esiste già. Nel 2015 il Centre de recherche neurolinguistique di Lione, in Francia, ha sviluppato un sistema che ha permesso di scrivere concentrandosi su una specifica lettera su uno schermo. L’unico problema era la lentezza del sistema, che Zuckerberg e il suo enorme budget di ricerca sperano di ottimizzare.

Regina Dugan ha dichiarato che il sistema di Facebook renderà possibile scrivere cinque volte più velocemente rispetto a uno smartphone, con l’obiettivo di raggiungere fino a 100 parole al minuto, grazie a un dispositivo indossabile che potrà essere prodotto su larga scala.

Attualmente non esiste una tecnologia non invasiva in grado di decodificare i segnali del cervello, dunque il protocollo deve essere interamente inventato.

Secondo quanto riportato dalla rivista Mit Technology Review, il compito è stato assegnato a Mark Chevillet, un professore di neuroscienze alla Johns-Hopkins University, che ha spiegato che Facebook dovrà capire come decodificare i segnali del cervello usando Led o laser per percepire l’attività del cervello.

Rebecca Saxe, una neuroscienziata del Massachusetts Institute of Technology, ha spiegato a Vox che il Led non è abbastanza sensibile per raccogliere i segnali prodotti dai singoli neuroni, e che sarebbe meglio impiantare gli elettrodi direttamente nel cervello di una persona, con il rischio di causare gravi infezioni.

A oggi sono pochi i pazienti con elettrodi impiantati direttamente nelle regioni del cervello in cui è elaborato il linguaggio. Ma anche con questo accesso, nessun software può raccogliere le parole specifiche che la gente sta pensando.

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