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Che conseguenze avrà l’attentato a Parigi sulle elezioni francesi

L'attacco terroristico di matrice islamica agli Champs-Élysées può spostare voti verso l'estrema destra di Marine Le Pen? TPI lo ha chiesto al politologo Thomas Guénolé

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A tre giorni dal primo turno delle elezioni presidenziali francesi, giovedì 20 aprile un attentato terroristico rivendicato dall’Isis ha colpito gli Champs-Élysées a Parigi. Un uomo ha sparato contro le forze dell’ordine uccidendo un poliziotto prima di essere eliminato mentre tentava la fuga.

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L’ennesimo attacco nella capitale francese rende ancora più imprevedibile l’esito del voto presidenziale, che arriva dopo una campagna elettorale fortemente dominate dai temi dell’immigrazione e della sicurezza.

Secondo alcuni analisti l’attacco costituisce un assist in favore del Front National, il partito di estrema destra guidato da Marine Le Pen, che ha impostato la campagna elettorale contro l’Islam radicale. Ma è davvero così? TPI lo ha chiesto a Thomas Guénolé, politologo, saggista ed editorialista che insegna alla facoltà di Sciences Po a Parigi.

L’attentato di giovedì 20 aprile può spostare voti verso l’estrema destra? 

Se consideriamo gli elettori che hanno già deciso per chi votare non c’è ragione che un attacco sugli Champs Elysées possa modificare il loro voto. L’attentato non è in sé una ragione sufficiente. Per quanto riguarda gli elettori che non hanno ancora deciso per chi votare, ovvero un elettore su cinque, l’attentato può certo condurli ad esaminare ciò che hanno da dire i diversi candidati in materia di lotta al terrorismo.

Ma occorre dire che in realtà tutti i principali candidati hanno proposte specifiche per combattere il terrorismo. Sono diverse, certo, ma ognuno ha la propria idea di come combattere il terrorismo. Quindi non c’è ragione di pensare che l’attentato possa favorire l’uno o l’altro. 

Come ha reagito la società francese a questo ennesimo attacco? 

Nel dibattito politico aleggia l’idea che un attacco terroristico possa spostare un certo numero di voti. Questo discorso presuppone che il popolo francese sia politicamente stupido. Significa credere cioé che l’elettore francese sia influenzabile e che vada in panico al minimo attacco. È falso. È vero piuttosto il contrario.

A furia di avere attacchi terroristi in Francia, noi francesi abbiamo sviluppato sempre più sangue freddo, sempre più resistenza nei confronti della violenza terrorista e anche nei confronti dell’impatto emotivo che questi attacchi possono avere su di noi. Abbiamo sempre più un’attitudine, ed è straordinario osservarla, a continuare la nostra vita quotidiana.

Anche questa se vogliamo è una forma di resistenza alla minaccia terroristica. Una resistenza collettiva incarnata dal fatto che, nonostante la violenza, rifiutiamo di cambiare, di cedere alla paura, di cedere al panico, di cambiare le nostre abitudini. La società francese, nella stragrande maggioranza, reagisce cosi. Quella parte della popolazione che invece diventa ancora più ostile alle comunità musulmane, che spinge all’odio, che vuole dividerci era in realtà già razzista prima dell’attentato e quest’ultimo non fa altro che rafforzare le loro convinzioni e i loro pregiudizi. 

Quale impatto può avere quest’attentato sull’esercizio della democrazia, ovvero sul voto? 

A mio avviso esiste un divario tra quello che dicono i media mainstream e quella che fa e dice la società civile francese. Da un lato c’è una società che, nonostante i numerosi attacchi terroristici, ha sempre più sangue freddo, sempre più resistenza e calma di fronte alla situazione. Una società civile all’altezza della situazione.

C’è un misto di fatalismo e disprezzo verso gli aggressori. Dall’altro lato invece vedo media mainstream che purtroppo hanno la tendenza eccessiva a diffondere un’isteria collettiva, a navigare nel sensazionalismo, ad invitare personaggi improbabili a parlare di terrorismo. Sarebbe bene dunque che anche i media mainstream si mostrino anche loro all’altezza della situazione , che mostrino lo stesso sangue freddo che è capace di mostrare la nostra società. 

Alcuni politici hanno già cercato di cavalcare l’attentato a scopo elettorali. Che ne pensa?

Quando il cadavere del poliziotto non era ancora freddo, alcuni esponenti politici hanno voluto cavalcare l’attentato, recuperarlo politicamente. È una cosa nauseabonda.

Quando si giunge ad una bassezza del genere in una campagna elettorale, a questo livello d’indecenza, può funzionare solo con coloro che hanno già pregiudizi e paradigmi nella propria testa. Credo che anche i politici, così come i media mainstream, dovrebbero mostrare lo stesso sangue freddo, la stessa pazienza di cui è stata capace la nostra società civile.

@marco_cesario

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