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La “vedova nera” giapponese è stata condannata a morte

Kanae Kijima ha ucciso nel 2009 tre dei suoi compagni per motivi economici. La Corte suprema del Giappone ha respinto il suo ultimo appello

Immagine di copertina

La “vedova nera” giapponese. Così è stata denominata Kanae Kijima, 42 anni, che nella sua vita ha ucciso tre dei suoi compagni, rispettivamente di 41, 53 e 80 anni nella città di Tokyo. La giustizia giapponese ha però deciso la sua fine: Kijima è stata condannata a morte dopo che la Corte suprema del paese ha respinto il suo ultimo appello.

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La donna ha avvelenato con il monossido di carbonio le sue vittime dopo averle sedate con sonniferi. Perché si arrivi all’esecuzione, però, potrebbe passare ancora molto tempo.

Gli omicidi per i quali viene accusata Kijima risalgono al 2009. La difesa della donna aveva tentato di dimostrare il suicidio degli uomini. Il movente dei delitti sarebbe stato la restituzione di alcune somme di denaro che la donna aveva ricevuto dai suoi compagni.

Kijima era stata condannata la prima volta nel 2012 e i giudici non avevano riconosciuto alcuna forma di indulgenza nei suoi confronti. Il caso ha suscitato l’attenzione della popolazione giapponese che per la maggior parte sostiene la condanna a morte. Un migliaio di persone hanno fatto la fila per sentire la decisione della corte su questa vicenda.

La donna che tiene un blog dal carcere ha scritto in un post il 13 aprile: “Spero di rivedervi di nuovo un giorno, da qualche parte”.

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