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Cosa c’è da sapere su Igor, l’uomo più ricercato e pericoloso d’Italia

Classe 1976, ex militare, esperto nel tiro con l’arco, nelle arti marziali e nell’uso delle armi da fuoco: Igor sta seminando il panico nel ferrarese

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IIgor Vaclavik, Ezechiele Norberto Feher, Igor il russo, quanti nomi ha l’uomo più ricercato d’Italia?

Classe 1976, ex militare, alto 1,80, esperto nel tiro con l’arco, nelle arti marziali e nell’uso delle armi da fuoco: Igor è il killer trasformista che da giorni sta seminando il panico nelle campagne situate fra le province di Bologna e Ferrara.

Ora gli accertamenti tecnici hanno consentito di dare un nome che dovrebbe essere definitivo all’uomo più ricercato d’Italia. Il killer si chiamerebbe Norbert Feher, serbo di 41 anni.

Sarebbe ormai certo che l’identità dell’indagato, che in passato è stato arrestato e processato a Ferrara col nome di Igor Vaclavic, sia invece quella di Norbert Feher, notizia che trova conferma anche dalla Serbia, dove le forze di polizia lo cercano per rapina e violenza sessuale e lo identificano – appunto – con Feher.

Secondo gli inquirenti, il killer in fuga potrebbe spostarsi via acqua, nel dedalo di canali tra Marmorta e Campotto nel ferrarese dove continuerebbe a nascondersi. Per ora è solo un’ipotesi, ma a questa conclusione porta la sparizione di una piccola imbarcazione, poco più che una zattera proprio in quelle zone.

Fuggito dal paese natio dopo essere stato parte attiva di una rapina culminata in una violenza sessuale, sarebbe in Italia dal 2006 dove avrebbe commesso almeno tre omicidi.

Il ministro dell’Interno Marco Minniti, ha deciso di identificarlo con il nome di Igor e ha recentemente diffuso una nota nella quale sostiene di aver messo in atto uno spiegamento di forze senza precedenti per catturare l’uomo. 

“Non avrò pace finché non lo avremo catturato”, ha dichiarato il ministro durante un colloquio con il Resto del Carlino.

Per cosa è ricercato

Il 1 aprile 2017 Igor ha freddato a colpi di fucile Davide Fabbri, 52 anni, titolare del bar Gallo, nella frazione di Riccardina di Budrio, a Bologna. Fabbri ha tentato di disarmare il malvivente entrato per rubare l’incasso di poche decine di euro riuscendo a strappargli la doppietta che aveva in mano. Il killer però ha estratto l’arma sparando un colpo al petto.

A Igor è attribuito un altro omicidio, quello del metronotte di 42 anni, Salvatore Chianese, che il 30 dicembre 2015 fu freddato in una cava a Fosso Ghiaia di Ravenna. Quella morte assurda e immotivata era rimasta senza responsabili per mesi. Ora l’arma del delitto utilizzata per i due omicidi farebbe convergere le piste su Igor: il fucile usato durante la rapina al bar è uguale a quello usato per uccidere il metronotte.

Dopo l’omicidio di Davide Fabbri, l’8 aprile 2017, il killer di Budrio è stato braccato dalla polizia lungo la strada provinciale Mondo Nuova, a circa otto chilometri da Portomaggiore nel ferrarese, ma in quell’occasione ha di nuovo ucciso, togliendo la vita a una guardia provinciale, Valerio Verri, e ferendone gravemente un’altra.

Il ricercato, dopo aver ucciso la guardia provinciale, è fuggito a piedi nelle campagne circostanti dove è ricercato dai carabinieri di Ferrara e di Ravenna e dalle squadre speciali.

Il passato

Igor è in Italia dal 2006, è stato arrestato per una serie di rapine nel 2007 e trascorre quasi otto anni in carcere. Questa è la sua biografia fino alla rapina per pochi spiccioli, all’omicidio, alla fuga e alla relativa caccia all’uomo delle forze dell’ordine. 

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Le sue abilità non riguardano solo l’uso delle armi, ma anche l’incredibile capacità di cambiare i propri connotati e far perdere le tracce della propria identità. La prima immagine dell’uomo risale al 2010, Igor ha la barba e i capelli incolti, è ritratto dalla compagnia dei carabinieri di Portomaggiore di Ferrara dopo uno dei tanti arresti per rapina. La seconda invece è del 2015 e lo mostra sbarbato e con i capelli tagliati.

Il 4 novembre 2011 il procuratore capo di Ferrara firma un nuovo decreto di espulsione. Igor viene portato al Cie di Bari, dove dovrebbe essere identificato ed espulso. Ci resta quindici giorni. La Russia non lo riconosce come suo cittadino, l’Uzbekistan neppure. Non c’è il passaporto e nemmeno un nome certo. Per l’espatrio serve un documento sostitutivo di identità. Igor resta in Italia, in prigione.

Dopo essere uscito dal carcere nel 2015, nessuno è più riuscito ad arrestarlo nonostante in cella non avesse certo perso il vizio per la malavita. E così l’uomo nel tempo si è creato un arsenale: per l’assalto al bar di Davide Fabbri ha impugnato un fucile da caccia tipo doppietta e una pistola semiautomatica 9×21 cromata. 

Le ricerche

Igor Vaclavik è al momento il criminale più ricercato d’Italia, ma risulta introvabile nonostante il cospicuo dispiegamento di forza dell’ordine messo in campo.

Le sue tracce si seguono nelle paludi del ferrarese, potrebbe essere ferito perché a bordo del furgone abbandonato dopo l’ultimo omicidio è stato trovato del sangue. 

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La sua pericolosità è tale che in un’area di 75 chilometri quadrati si danno il cambio 150 uomini per turno: sono le squadre speciali che stanno utilizzando armi pesanti per scandagliare la zone dove il killer sarebbe nascosto, pronte a far fuoco al primo avvistamento.

Altrettanto sofisticate le attrezzature che soprattutto di notte vengono attivate per muoversi al buio. Gli specialisti hanno visori notturni agli infrarossi e visori termici per rilevare le fonti di calore. Messi in campo anche i cani molecolari che, però, hanno perso le tracce olfattive del malvivente dinnanzi a un corso d’acqua.

Chi è entrato in contatto con Igor Vaclavik sostiene che farebbe qualsiasi cosa pur di non tornare in carcere. 

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