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Operazione “domino”: un altro colpo al gioco illegale

La Guardia di Finanza di Messina ha sequestrato centinaia di slot machine facendo emergere numerose attività economiche illecite

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Non vi è alcun dubbio che il mondo del gioco d’azzardo e quello dei casino online diano parecchio da fare sia alla politica visto ciò che si sta facendo per ristrutturarlo e ben distribuirlo, sia per le nostre Forze dell’Ordine che hanno l’impegno di tutelare il gioco lecito e dare battaglia a quello illegale che vive e prolifera nonostante vi siano “barriere” da tutte le parti. Sembra che la malavita organizzata sia sempre un passo avanti alla legalità e, quando si mettono dei controlli o delle normative, in quattro e quattro otto, la criminalità trova il sistema per aggirare il tutto.

Quindi, visto il grande impegno che qualsiasi comparto delle Forze dell’Ordine mette sul campo, va a loro un plauso speciale quando si riescono a concludere operazioni di una certa rilevanza che vanno a “spazzare via” dall’italico territorio macchinari e personaggi irregolari che lucrano sui giocatori (magari non pagando le tante sospirate vincite) ed oltre tutto si pongono in concorrenza sleale nei confronti degli operatori leciti.

Ecco che “ci piace” raccontare dell’operazione antimafia “Domino” della Guardia di Finanza di Messina che ha “applicato un gran bel giro di vite” al gioco illegale, sequestrando centinaia di slot machine e facendo emergere numerose attività economiche illecite che trattano noleggio di apparecchi di gioco e scommesse, sale da gioco e rivendite di generi di monopolio. L’operazione portata a termine si è concretizzta con l’esecuzione di 21 ordinanze di custodia cautelare, tre provvedimenti di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e, nella rete, sono cadute figure note e meno note, ma protagoniste da anni nella storia che lega la mafia al territorio messinese. 

Sono naturalmente emersi interessi illeciti, nel settore del noleggio e della gestione di centinaia di apparecchiature da intrattenimento, di grande rilevanza a tal punto da aver fatto raggiungere una notevole posizione sul mercato di Messina e della sua provincia e questo ha concesso ai vari titolari (fittizi) di accumulare ingenti somme di danaro “in nero” messe a disposizione successivamente della “cosca di appartenenza per le più disparate finalità illecite”.

Durante questa indagine la Guardia di Finanza ha sequestrato 159 apparecchiature di gioco e 369 schede elettroniche, metà delle quali sono risultate essere alterate per ridurre, naturalmente, le probabilità di vincita. Questo ultimo discorso dovrebbe essere reso maggiormente noto ai “normali cittadini che giocano” in quanto si devono rendere conto quanto può essere “pericoloso” per il giocatore porre le proprie giocate in mano a questi luoghi non leciti. Si rischia il più delle volte di “perdere” incondizionatamente: non esiste la battaglia tra uomo e macchinetta perché la macchinetta è messa in condizione di vincere! Se i giocatori, anche quelli dei casino online con bonus, fossero maggiormente a conoscenza di questi “percorsi elettronici” starebbero bene attenti e si guarderebbero bene dal giocare in questi punti: almeno questo è il parere di chi scrive.

Per proseguire sull’indagine delle Fiamme Gialle bisogna sottolineare che a dimostrazione della liquidità di danaro raccolta con la fiorente gestione delle slot è assai significativo che nel corso di una perquisizione all’interno di una botola siano stati rinvenuti e sequestrati 140 mila euro in contanti. É stato rinvenuto anche un libro mastro con annotazioni, con cadenza mensile, di guadagni pari ad oltre 1.800.000 euro che la cosca mafiosa è riuscita ad incassare in contanti in sei anni di attività di noleggio di una parte di apparecchi di gioco illegali.

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