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L’inchiesta di alcuni liceali ha fatto dimettere la preside che mentiva sul curriculum

Amy Robertson è stata nominata nel mese di marzo. Il team di studenti-giornalisti ha dubitato delle credenziali elencate sul cv della dirigente e ha deciso di indagare

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Doveva essere una semplice esercitazione di giornalismo quella messa a punto per un gruppo di studenti di un liceo di Pittsburg, nello stato americano del Kansas, e si è trasformata invece in una vera e propria inchiesta giornalistica che ha portato a un epilogo inaspettato: le dimissioni della nuova preside. 

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Il team di studenti è stato lodato per il lavoro svolto sul conto della loro preside, costretta a lasciare l’incarico appena ricevuto. L’articolo pubblicato sul giornale della scuola, il Booster Redux, metteva in discussione le sue qualifiche e dimostrava come la dirigente avesse omesso dei particolari circa il conseguimento di alcuni titoli di studio. Ciò ha portato alle sue improvvise dimissioni. 

Amy Robertson era stata assunta da poche settimane per svolgere questo incarico di primo piano nel liceo di Pittsburg, ma la donna ha deciso di dimettersi improvvisamente martedì. Ad annunciare la sua decisione è stato il distretto scolastico.

Gli studenti del liceo di Pittsburg in genere sono chiamati a lavorare su storie e inchieste che riguardino il personale scolastico, incoraggiati dallo stesso sovrintendente dell’istituto. Per questo motivo, un gruppo di studenti ha deciso di intervistare la nuova preside Robertson.

Nel corso del colloquio, la dirigente ha dato loro risposte incomplete e incongruenti con il suo curriculum vitae. Imprecisioni che non sono state sottovalutate, ma al contrario hanno spinto gli studenti a proseguire con l’inchiesta. I dubbi sono sorti riguardo al conseguimento dei master e dei dottorati alla Corllins University, che attualmente risulta essere un’università telematica non accreditata al sistema accademico. 

Robertson si è difesa dichiarando di aver ottenuto i suoi titoli tra il 1994 e il 2010, prima che la suddetta università perdesse l’accreditamento. “Stava per diventare il capo della nostra scuola e per questo motivo abbiamo voluto essere certi che fosse qualificata e avesse le credenziali appropriate per ricoprire l’incarico”, ha dichiarato Trina Paul, studentessa e collaboratrice del giornale studentesco del liceo di Pittsburg. 

Robertson, che attualmente lavora in collaborazione con una società di consulenza per la formazione a Dubai, ha risposto in una mail che “non c’erano problemi di questo genere” quando ha conseguito i suoi titoli universitari presso la Corllins University. Gli studenti l’hanno accusata di aver evitato di rispondere alle loro domande, e lei ha replicato con una mail sottolineando come le loro supposizioni si basassero su fatti non veri. 

Il sovrintendente scolastico Destry Brown ha elogiato gli studenti-giornalisti rivolgendosi a loro con queste parole: “Apprezzo il fatto che i nostri ragazzi facciano domande e che non riescano ad accettare che qualcosa detto da uno che sta più in alto di loro possa essere preso sempre per buono. Per questo motivo hanno fatto un ottimo lavoro”. 

A rinfocolare i dubbi anche una lettera anonima circolata nei giorni successivi alla pubblicazione dell’articolo, ma che non ha ottenuto alcuna conferma. Tuttavia, ciò che ha spinto il team di studenti ad indagare sul passato accademico della preside è stato un’incongruenza di date. Da una rapida ricerca sul web si evince che l’università indicata da Robertson sul suo curriculum è stata soprannominata “la fabbrica dei diplomi e delle lauree”, dove chiunque può acquistare diplomi e certificazioni. 

Alcuni funzionari del dipartimento dell’Istruzione americano hanno dichiarato che non ci fossero prove sufficienti capaci di dimostrare che la Corllins University fosse ancora in funzione. Inoltre, cercando sulla rete si possono consultare numerosi siti che la definiscono una falsa università, o non accreditata a fornire una preparazione accademica. Sulla sua pagina Facebook,  apparentemente caratterizzata da foto di studenti e persone prese da altri siti, compresa la University of South Florida, non appaiono aggiornamenti da almeno cinque anni. L’ultimo risale al 12 giugno 2012. 

Le lettere inviate dalla scuola alla Corllins University non hanno ottenuto alcuna risposta. 

“Se gli studenti sono stati in grado di scoprire tutto questo, voglio capire il motivo per cui non lo hanno fatto gli adulti”, ha commentato Maddie Baden, una delle studentesse che hanno preso parte all’inchiesta. La consulente scolastica, Emily Smith, si è detta “molto orgogliosa” dei suoi studenti e del lavoro svolto. “Hanno lavorato molto duramente per scoprire la verità”. Intanto, il consiglio scolastico ha fatto sapere di aver indetto una riunione per selezionare un nuovo preside.

Ad elogiare i sei studenti-giornalisti anche Todd Wallack, giornalista investigativo e membro della squadra di Spotlight istituita dal Boston Globe, che vinse il premio Pulitzer per l’inchiesta sui preti pedofili. Wallack ha voluto ringraziare gli studenti in un tweet pubblicato sulla sua pagina Twitter:

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