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Raid aerei nella provincia di Idlib in Siria, almeno 58 morti

Secondo l'osservatorio siriano per i diritti umani le forze siriane o russe hanno utilizzato gas tossico

Immagine di copertina

Almeno 100 persone sono morte a seguito di attacchi aerei nella provincia nord-occidentale di Idlib il 4 aprile. Tra questi ci sarebbero almeno 11 minori. I feriti, secondo quanto riferito dal gruppo medico siriano e riportato dall’agenzia Reuters, sarebbero 400. 

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Aerei siriani o russi hanno colpito la città di Khan Sheikhoun nella regione controllata dai ribelli. Secondo l’osservatorio si è trattato di un attacco con gas tossico: fonti mediche hanno riferito di persone soffocate o svenute a causa delle esalazioni.

Il governo siriano ha negato più volte di aver usato questo tipo di armi. 

Il ministro della Difesa russo ha affermato che nessun attacco aereo è stato effettuato nella provincia siriana di Idlib.

A Idlib potrebbe essere stato usato gas Sarin, secondo quanto riportato da un membro di un centro di informazione dell’opposizione della zona, Mohammed Hassoun, citato dall’agenzia Ap. 

Mohammed Hassoun ha anche detto di aver sentito dai medici che probabilmente più di un gas è stato usato, ma si tende ad escludere il cloro perché “non provoca queste convulsioni”. Nel descrivere i sintomi delle persone ricoverate negli ospedali, la stessa fonte ha precisato che molte delle vittime erano “prive di coscienza e in preda a convulsioni, e quando è stata applicata loro la mascherina per l’ossigeno hanno cominciato a sanguinare dal naso e dalla bocca”.

La Francia, dopo la notizia del bombardamento, ha chiesto una riunione “urgente” del consiglio di sicurezza dell’Onu. 

Il presidente francese Francois Hollande ha attribuito la responsabilità di quanto avvenuto alle forze del governo siriano. “Ancora una volta il regime siriano nega l’evidente responsabilità in questo massacro. Come nel 2013 Bashar al-Assad conta sulla complicità dei suoi alleati per agire impunemente”, ha dichiarato il presidente francese. 

L’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Federica Mogherini, ha condannato l’attacco definendolo “orribile” e considerandolo un “drammatico promemoria del fatto che la situazione sul terreno continua a essere drammatica”.

“Ovviamente c’è una primaria responsabilità del regime, perché la sua responsabilità è quella di proteggere il suo popolo, non di attaccarlo”, ha aggiunto, sottolineando poco dopo che “chi ha commesso crimini di guerra deve essere chiamato a risponderne”.

L’inviato speciale delle Nazioni Unite Staffan de Mistura ha definito “orribile” quanto avvenuto nella città di Khan Sheikhoun, assicurando che ci sarà un consiglio di sicurezza sulla vicenda e confermando che l’attacco è arrivato “dall’aria”.

Il ministro degli esteri turco Mevlut Cavusoglu ha dichiarato che Ankara condanna l’attacco descrivendolo come un crimine contro l’umanità. 

Gli attivisti dell’Edlib Media Center hanno pubblicato sulla loro pagina Facebook le immagini successive agli attacchi aerei. Tra queste, alcune foto mostrano i corpi dei bambini. Altre riprendono gli edifici distrutti dopo i bombardamenti. 

Credit: Facebook/Edlib Media Center

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